Pensioni, nessuna riforma strutturale, rimane Quota 102, ma il dialogo tra governo e sindacati è solo all’inizio

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Martedì è andato in scena il primo incontro tra governo e sindacati sul tema delle pensioni. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte pare che nessuna riforma strutturale sia all’orizzonte.

Probabile un cambio delle regole a partire dal 2023, ma per il 2022 saranno valide le misure previste in manovra, da Quota 102 (pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi) fino alla proroga di Ape sociale e Opzione Donna. Qualche ritocco potrebbe esserci per i lavori gravosi, ma anche per misure a costo zero che possono cominciare ad aprire la strada alle pensioni di garanzia per i giovani. Si vedrà nelle prossime settimane. Ecco un riepilogo della situazione attuale.

DONNA DI 58 ANNI

Taglio dell’assegno dal 20 al 30 per cento

Lavoratrice che raggiunge i 58 anni di età (59 se autonoma) e i 35 anni di contributi al 31 dicembre 2021: può uscire nel 2022 con opzione donna che è stata prorogata. Dovrà accettare il taglio dell’assegno dal 20 al 30 per cento perché la pensione sarà calcolata con il metodo contributivo.

LAVORO GRAVOSO

Via a 63 anni di età e 36 di contributi

Impiegato che svolge un lavoro gravoso (insegnanti scuola materna, portantini, giardinieri, lavoratori delle pulizie, conduttori di veicoli e altri) e che raggiunge i 63 anni di età i 36 di contributi nel 2022: potrà lasciare il lavoro con l’Ape sociale.

QUOTA 102

L’articolo 23 del disegno di legge di Bilancio 2022 diversifica i requisiti per accedere al trattamento di pensione anticipata. Al termine del triennio 2019-2021 di sperimentazione di quota 100, il legislatore introduce – per il solo 2022 – la possibilità di accedere alla pensione con 64 anni di età e 38 anni di anzianità contributiva (cosiddetta quota 102). In assenza di questa misura l’accesso alla pensione sarebbe rimasto subordinato al possesso dei requisiti previsti dalla riforma 2011 (67 anni per la vecchiaia, 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne, requisito innalzato di un anno per gli uomini)

Per il personale del comparto scuola e Afam (alta formazione artistica e musicale), le domande di cessazione dovranno essere presentate entro il 28 febbraio 2022, con effetti dall’inizio dell’anno scolastico o accademico 2022/2023. I pubblici dipendenti che accedono alla nuova tipologia di pensione potranno avvalersi dell’anticipo del trattamento di fine servizio/rapporto, nel limite di 45mila euro lordi, a condizioni agevolate.

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