Pensioni, nella Legge di Bilancio niente riforma, ma conferma delle misure per evitare il ritorno della Fornero. Le ultime notizie

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Il sistema previdenziale si avvia verso rilevanti conferme e alcuni aggiustamenti, in seguito agli incontri tra rappresentanti del governo e sindacati.

Il dibattito sulle pensioni, che da tempo occupa il centro della discussione tecnico-politica, si sta concentrando su tre temi chiave.

  1. Quota 103: Questa misura, che scadrà a fine anno, permette di anticipare la pensione a chi ha 62 anni d’età e 41 anni di contributi, con un tetto massimo di pensione di 2.818,65 euro fino a 67 anni. La conferma di questa misura per il 2024 è l’ipotesi più accreditata al momento.
  2. Opzione Donna: Introdotta come soluzione per le lavoratrici, sia dipendenti che autonome, quest’anno la misura ha subito un giro di vite. Tuttavia, per il 2024 si potrebbe riaprire a tutte le donne, eliminando le condizioni aggiuntive, rispondendo così alle richieste sindacali.
  3. Ape Sociale: Questa misura, introdotta nel 2017, offre un prepensionamento a chi si trova in particolari condizioni e ha almeno 63 anni. Con un sussidio massimo di 1.500 euro al mese a carico dello stato, l’Ape sociale potrebbe estendersi a nuove categorie nel 2024.

Un altro nodo cruciale è la rivalutazione delle pensioni. Per il biennio 2023/2024, è previsto un incremento straordinario delle pensioni fino al minimo Inps, che per il 2023 è pari a 563,74 euro. Questo incremento si somma alla rivalutazione ordinaria, che nel prossimo anno potrebbe arrivare al 6%. L’obiettivo principale di questa rivalutazione è mantenere il potere di acquisto delle pensioni in linea con l’inflazione. In particolare, le pensioni fino al minimo Inps nel 2023 sono state aumentate del 7,3%, con un incremento straordinario del 6,4% per i pensionati ultra75enni.

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