Pensioni: nel 2021 altri 50mila potrebbero lasciare la scuola. 50% di chi rimane è over 50, Anief punta a finestra a 61 anni

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In piena emergenza sanitaria potrebbero andare in pensione, con quota 100, almeno 50 mila tra insegnanti e amministrativi. I numeri vengono forniti dal sindacato Anief che però avverte: ci sono forti penalizzazioni. 

Chi aderisce a “opzione donna” ad esempio avrà un taglio fino a 600 euro al mese.

Con la legge di stabilità 2021 – propone il sindacato – è arrivato il momento di approvare una finestra che svecchi la scuola italiana, a più rischio biologico, e tuteli la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante gli incontri con il ministro Catalfo, nelle delegazioni Confedir e Cisal, ha chiesto al Governo di considerare subito il lavoro svolto in ogni ordine e grado quale gravoso (non soltanto quello svolto nelle scuole dell’infanzia) e di consentire ai lavoratori fragili il lavoro agile o il congedo con la retribuzione ordinaria (e non ridotta in malattia), di aprire in futuro una finestra specifica a 61 anni in considerazione del rischio biologico, senza penalizzazioni. L’Italia non può più permettersi di avere il personale scolastico più vecchio al mondo.

Il Ministero ha già illustrato ai sindacati l’annuale circolare con la quale si darà il via alle domande di cessazione dal servizio a partire dal 1° settembre 2021.

Su Istanze online si potrà optare per le due domande:

  •  pensione anticipata o di vecchiaia o con opzione donna
  • quota 100 (in subordine alla prima domanda)

Chi può presentare la domanda

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