Pensioni, modifiche legge. Fornero, pronta a dialogo per cambiare. UIL, uscita 63 anni o 41 retributivi

di redazione
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Ad affermarlo l’ex Ministro Fornero durante una intervista a Radio Cusano Campus sull’argomento pensioni. “Se dovessero chiamarmi per domandarmi come modificare la mia legge? Io non ho mai rifiutato il dialogo con nessuno”.

“Ovvio – ha continuato la Fornero – che si parlerebbe di dialogo, non di responsabilità politiche. Se fossero intenzionati a dialogare, anche se uno dei due non mi pare affatto intenzionato a farlo, io sarei pronta. Ho dialogato con tutti, anche con quelli che erano molto contrari alla mia riforma. Nessuna riforma nasce perfetta”. Lo dice Elsa Fornero in una intervista a Radio Cusano Campus.

“La legge Fornero va cambiata, – d’accordo anche Martina, segretario reggente del PD – va aggiustata, noi discuteremo se questo governo presenterà dei cambiamenti, ma in questi anni in parte si è già fatto. Con l’Ape (Anticipo pensionistico, ndr) 140 mila persone sono andate in pensione prima nell’ultimo anno. Ma tutte le leggi pensionistiche devono avere al centro la questione della giustizia generazionale, del futuro che lasciamo alle future generazioni”.

La Uil è pronta a chiedere al nuovo Governo che si insedierà di “introdurre una flessibilità di accesso alla pensione per tutti i lavoratori intorno ai 63 anni” e di dare “a tutti la possibilità di pensionamento con 41 anni di contribuzione”. Lo afferma il segretario confederale Domenico Proietti. .”Tra le tante cose importanti che il nuovo Governo dovrà affrontare – sottolinea in una nota – c’è la necessità di continuare a cambiare la legge Fornero sulle pensioni. Dopo i positivi interventi degli ultimi 2 anni, occorre introdurre una flessibilità di accesso alla pensione per tutti i lavoratori intorno ai 63 anni e dare a tutti la possibilità di pensionamento con 41 anni di contribuzione. Bisogna, poi, dice, concentrarsi sulle future pensioni dei giovani, colmando i buchi contributivi dovuti alla frammentarietà delle loro carriere e, contestualmente, eliminare le disparità di genere che penalizzano le donne, valorizzando il lavoro di cura. Per le pensioni in essere – conclude – va preservato il pieno recupero dell’indicizzazione dal prossimo gennaio, prevedendo un meccanismo che tenga conto del mancato adeguamento di questi anni e continuando ad estendere la quattordicesima con una valorizzazione degli anni di contributi versati”.

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