Pensioni, le donne percepiscono 40 miliardi di euro in meno rispetto agli uomini. Penalizzate per maternità

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In Italia, le donne percepiscono complessivamente 40 miliardi di euro in meno in pensioni rispetto agli uomini, evidenziando una persistente disparità di genere che si estende dalla vita lavorativa fino all’età pensionistica. Questa disuguaglianza è il risultato diretto delle minori retribuzioni che le donne ricevono durante la loro carriera professionale, a prescindere dal loro ruolo o livello, inclusi i posti di responsabilità.

Cause e conseguenze del divario

Una recente analisi dell’INPS, presentata a Roma individua come principali responsabili le carriere lavorative delle donne, spesso caratterizzate da interruzioni e riduzioni dell’orario di lavoro dovute a maternità e responsabilità familiari. In aggiunta, si evidenzia una significativa differenza nelle retribuzioni orarie tra uomini e donne (segregazione orizzontale), che si manifesta in tutti i settori, inclusa la Pubblica Amministrazione, e si accentua nei ruoli di alta dirigenza, a cui poche donne accedono (segregazione verticale).

La dimensione del problema

L’indagine ha rivelato che, nel 2022, l’INPS ha erogato 322 miliardi di euro in pensioni e prestazioni assistenziali, di cui solo 141 miliardi sono stati destinati alle donne, nonostante queste rappresentino la maggioranza dei pensionati. Tale divario si riflette anche nelle retribuzioni annuali, con le donne che nel settore privato guadagnano in media 6.000 euro in meno all’anno rispetto agli uomini, una disparità che si estende anche al settore pubblico, seppur in misura minore.

Lavoro a tempo parziale

Quasi la metà delle lavoratrici italiane è impiegata a tempo parziale, contro meno di un quinto degli uomini, contribuendo significativamente al divario retributivo e, di conseguenza, pensionistico. Anche nel settore pubblico, percepito come più equo, le donne sono più frequentemente impiegate in contratti a breve termine, specialmente in ambiti come l’educazione e la sanità, dove sono maggiormente rappresentate.

La famiglia

Le responsabilità familiari aggravano ulteriormente il divario, con l’80% delle richieste di congedo parentale presentate da donne. Questo aspetto sottolinea non solo le disparità sul posto di lavoro ma anche i ruoli di genere tradizionali che vedono le donne maggiormente coinvolte nella cura dei figli.

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