Pensioni, lavorare fino a 70 anni non è possibile per tutti. L’aspettativa di vita varia da lavoro a lavoro

di redazione
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A dirlo Annamaria Furlan, in una intervista a Repubblica relativamente alla riforma delle pensioni. Non siamo i difensori degli anziani

“L’Ape sociale e l’Ape volontaria sono meccanismi di flessibilità per l’anticipo in uscita, ma intanto il meccanismo dell’aspettativa di vita va avanti come se nulla fosse. Credo che invece fermarsi e valutare sia importante, anche per dare prospettive ai giovani. Ed è inaccettabile che questa esigenza debba essere messa in contrapposizione agli incentivi per le assunzioni giovanili che il governo intende varare, invece mirano entrambi a dare al Paese la spinta per crescere”. A dirlo la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan

“Non abbiamo chiesto la cancellazione del meccanismo sull’aspettativa di vita”, sottolinea. “Abbiamo chiesto invece di ripensarlo, anche perché l’aspettativa di vita non è uniforme, varia da lavoro a lavoro. Un meccanismo così draconiano andrebbe rivisitato anche in considerazione dei lavori usuranti. In prospettiva, lavorare fino a 70 anni per tutti è inimmaginabile. Credo che questa situazione vada analizzata meglio, e infatti c’è un tavolo aperto con il governo” che tornerà a riunirsi “tra fine agosto e i primi di settembre”. “Noi stiamo parlando non dei pensionati attuali, ma di quelli che in pensione ci dovranno andare, compresi i giovani, che con il meccanismo del contributivo avranno una pensione insostenibile. Il tema del calcolo della pensione futura, e della creazione di una pensione di garanzia, che copra i tanti momenti di precariato e di buchi contributivi che i lavoratori attuali si ritroveranno a fine carriera non interessa gli anziani, ma proprio i giovani”.

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