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Pensioni, la guida all’utilizzo dei contributi per servizio militare

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Come si usano e come funzionano i contributi figurativi per servizio militare quando si deve andare in pensione.

Anche il periodo della leva, quello che una volta era obbligatorio per gli uomini, cioè il servizio militare da diritto alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici. Si tratta di uno dei periodi di contribuzione figurativa più frequentemente presente negli estratto conto contributivi degli italiani.

Ma non si tratta di un periodo automaticamente accreditato nel montante contributivo degli italiani, perché occorre procedere ad una specie di riscatto. Vediamo nello specifico come funziona questa contribuzione e cosa bisogna fare per sfruttarla.

Il periodo di servizio militare e la sua contribuzione figurativa, come funziona?

Come per la stragrande maggioranza dei periodi per cui l’Inps prevede la contribuzione figurativa, anche quello per il servizio di leva è utilissimo per determinare tanto il diritto ad un trattamento previdenziale che l’importo della pensione stessa.

Diritto e misure della pensione quindi. La natura della contribuzione figurativa si applica alla perfezione al servizio militare. La contribuzione figurativa infatti serve a coprire quei periodi in cui un lavoratore non può svolgere la propria attività lavorativa per cause indipendenti dalla sua volontà. E il servizio militare obbligatorio, a cui erano tenuti gli uomini sopra i 18 anni, causava proprio l’impossibilità di questi a svolgere le loro attività lavorative.

Questo è il motivo per il quale il nostro ordinamento riconosce contribuzione figurativa anche per i 12 o 18 mesi (prima la leva durava un anno e mezzo)  dedicati al servizio di leva.

L’accredito di questi periodi è possibile dietro domanda da parte dell’interessato, perché il riscatto del servizio militare è una facoltà e non un obbligo. Come dicevamo, questo periodo però può essere piuttosto utile per determinare sia l’ammontare della pensione, che il diritto a una determinata misura, cioè per raggiungere i requisiti

Accredito servizio militare ai fini previdenziali

Il periodo dedicato alla leva, se effettuato, può essere utilizzato per i motivi sopra indicati da lavoratori iscritti nell’assicurazione generale obbligatori dei lavoratori dipendenti, da lavoratori iscritti nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e da quelli iscritti ai  fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Solo per i parasubordinati è fatto divieto di utilizzare questo periodo perché l’’accredito non è riconosciuto nella gestione separata. Naturalmente si parla di servizio militare obbligatorio, perché per quello volontario soprattutto se successivo al 2005, che è l’anno di eliminazione del servizio militare obbligatorio, la contribuzione non è figurativa.

Per quanto riguarda il servizio militare obbligatorio non ci sono particolari differenze tra Corpo o Arma presso cui è stato effettuato il servizio. La contribuzione figurativa utilizzabile dal servizio militare obbligatorio è quello interamente dedicato al servizio militare, a prescindere dai giorni di congedo o dai periodi di sospensione.

Pertanto, un soggetto che ha svolto 12 mesi di servizio militare, potrà godere di un anno esatto di contribuzione figurativa e per il periodo compreso tra la data di chiamata alle armi e la data di congedo finale. Per i volontari invece le regole sono diverse, soprattutto per quelli che prima della riforma del 2005, sceglievano la ferma volontaria. In questo caso non esistono contributi figurativi per i mesi passati in servizio.

Questi periodi possono essere valorizzati ai fini pensionistici solo attraverso il riscatto con oneri a carico dell’interessato.

Contribuzione servizio militare, i requisiti per l’accredito

Per poter ottenere l’accredito del servizio militare occorre avere almeno un contributo obbligatorio effettivamente versato anche se successivo al periodo di servizio militare. Per il completamento di questa condizione possono essere utili anche i contributi esteri, purchè in Paesi stretti in convenzione con l’Italia dal punto di vista previdenziale.

L’accredito deve essere fatto tramite domanda e può essere presentata in un qualsiasi momento, anche se si è già in pensione. In questo caso con la contestuale domanda di accredito del servizio militare si passa alla ricostituzione della pensione, cioè al ricalcolo della stessa con l’anno in più di contribuzione utile e quindi alla rideterminazione dell’importo.

Occorre presentare all’Inps la documentazione utile affinché si possa verificare l’effettivo svolgimento del servizio militare. Pertanto occorre produrre all’Inps il proprio foglio matricolare (il semplice congedo non basta) o nel caso di ufficiali, lo stato di servizio.

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