Pensioni, Giorgetti avverte: “Nessuna riforma tiene con questa natalità”

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Resta ancora senza molte certezze la riforma delle pensioni. Adesso interviene anche il Ministro dell’Economia Giorgetti che indica la natalità come un serio ostacolo.

Intervenendo al Meeting di Rimini, Giorgetti ha detto: “Il tema della natalità è un tema fondamentale: non c’è nessuna riforma previdenziale che tiene nel medio-lungo periodo con i numeri della natalità che abbiamo oggi in questo paese“.

Giorgetti aggiunge: “Noi come governo ci approcciamo alla legge di bilancio, sarà una legge di bilancio complicata, tutte lo sono. Siamo chiamati – poiché facciamo politica – a decidere delle priorità: non si potrà fare tutto, certamente dovremo intervenire a favore dei redditi medio bassi, ma dovremo anche usare le risorse a disposizione per promuovere la crescita. Questo è l’indirizzo“.

In verità l’unica certezza al momento è che non è all’orizzonte alcuna riforma strutturale del sistema pensionistico ma solo alcune misure provvisorie.

La riforma Fornero, attuale punto cardine della previdenza italiana, non subirà grandi rivoluzioni almeno fino alla prossima Legge di Bilancio, anche se le parole di Giorgetti non mostrano ottimismo.

Questa decisione segue la necessità di indirizzare le risorse previdenziali verso la lotta all’inflazione, che, sebbene in calo, registra ancora un tasso annuo preoccupante del +5,6%, secondo i dati Istat di giugno.

Per questo motivo si parla di una possibile proroga di “Quota 103”, che permette la pensione anticipata a lavoratori di 62 anni con almeno 41 anni di contributi.

Altro argomento di discussione è la possibile revisione delle attuali regole per la pensione anticipata: attualmente, si prevede una finestra di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne, oltre a 3 mesi di finestra mobile. Al contrario, non sembra in vista l’introduzione della pensione con 41 anni di contributi per tutti, una misura fortemente sostenuta dai sindacati.

Un altro aspetto riguarda i giovani lavoratori. La precarietà dilagante fa sì che l’ipotesi dei 41 anni di contributi interessa solo una piccola parte di loro. Tuttavia, il governo sta esaminando la possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia per coloro che hanno un importo pensionistico di almeno 2,8 volte il minimo.

L’indennità per i lavoratori che raggiungono i 63 anni verrà probabilmente prorogata anche per il 2024. Infine, si prevedono aggiustamenti a “Opzione donna”, la pensione anticipata che ha subito delle restrizioni nel 2021. Con risorse aggiuntive, potrebbero essere previste aperture per una platea più ampia di beneficiarie nel prossimo anno.

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