Pensioni, Fornero: “L’Europa non ci chiede la riforma previdenziale perchè l’abbiamo già fatta”

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”Il Recovery Plan è un grande successo di Mario Draghi, prima che dell’Italia. Avrei però preferito un impegno preciso a non rinnovare Quota 100: non vorrei che il governo rimanesse imbrigliato nella ragnatela dei partiti e della loro caccia al consenso”.

Elsa Fornero, ex ministra del Lavoro, lo spiega in una intervista a ‘La Stampa’.

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”Perché Draghi si è mostrato lungimirante, ha scommesso sugli investimenti e sulle riforme e dimostrato di avere quella visione di lungo periodo che era mancata al governo precedente – prosegue Fornero -. Si è mosso sul suo terreno e lo ha fatto benissimo. Dico che il successo è del premier, prima che dell’Italia, perché conosco bene Ursula von der Leyen: lei e la Commissione europea si sono fidate di Draghi perché ne conoscono il valore e la credibilità. Non a caso le trattative si sono sbloccate con quella chiamata. Mi lasci dire però che il difficile viene adesso”.

”L’Italia è bravissima a scrivere i progetti, molto meno a realizzarli – prosegue Fornero -. Ora il governo dovrà garantire il salto di qualità nell’attuazione. Draghi dovrà essere bravo a difendere il suo lavoro: tutti inizieranno a chiedere questo o quel provvedimento per interessi di parte, ma il governo dovrà tenere la barra dritta e non farsi imbrigliare in discussioni infinite. Non va confuso il messaggio chiarissimo che arriva con il Recovery: la strada intrapresa è quella degli investimenti che tutti ci chiedono da 30 anni. Una sola riforma non ci chiedono più: quella del sistema previdenziale, perché l’abbiamo fatta. Ecco perché quel cedimento su quota 100 non mi è piaciuto”.

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