Pensioni flessibili dopo la quota 100: la ricetta Baretta

di Patrizia Del Pidio

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Flessibilità in uscita per la pensione: la ricetta di Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’economia.

Il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, dichiara che pur dovendo difendere l’impianto della Legga Fornero che ha permesso di assicurare stabilità ai conti dello Stato, va assicurata la flessibilità in uscita. Secondo Baretta, infatti, non deve essere cambiata la Legge Forneto ma va comunque fatto un ridimensionamento dei punti critici che ha introdotto, come ad essempio l’aumento dell’età pensionabile che in alcuni casi ha portato ad almeno 6 anni di lavoro in più.
Baretta afferma che per difendere la Legge Fornero e andare incontro alle esigenze dei lavoratori quello che serve è maggiore flessibilità in uscita su cui il governo sta lavorando.
Le possibilità di flessibilità in uscita
Baretta boccia categoricamente la possibilità di lavorare sulla flessibilità prevedendo un ricalcolo contributivo della pensione poichè la misura rischierebbe di essere penalizzante per molti. La soluzione che il sottosegretario propone è una riduzione dell’assegno previdenziale per chi vuole uscire prima dal mondo del lavoro; modalità ed entità della riduzione, però vanno studiate e la questione, sottolinea, potrebbe venire affrontata con la prossima legge di Stabilità.
Una delle strade che Baretta sottolinea essere praticabili, però, è quella del prestito previdenziale in cui dovrebbe essere coinvolta anche l’azienda. “Il vantaggio di questa soluzione – conclude – è che il lavoratore con un lavoro faticoso se vuole può andare in pensione prima, ma anche l’azienda avrebbe il vantaggio di favorire il ricambio generazionale. Questa è una delle strade da studiare”.

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