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Pensioni e pensionamenti 2022: come potrebbero cambiare da quota 41 ad opzione donna

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Novità su pensioni e pensionamenti 2022 ancora non ce ne sono. Vediamo le proposte tra cui vagliare.

La scadenza della quota 100 è sempre più vicina e proprio per questo, ora, il governo dovrebbe fare una corsa contro il tempo per inserire nella nuova legge di Bilancio (attesa a metà ottobre) una misura flessibile. Ma le decisioni, per ora, non sono ancora state prese e si fa sempre più pressate il bisogno di elaborare nuove forme di flessibilità che tengano conto del lavoro svolto.

Tornare seccamente alla legge Fornero per tutti i lavoratori è impensabile. Serve, quindi, sintetizzare quanto più possibile tutte le proposte che fino ad ora sono state messe in campo.

Le proposte

La Lega preme per una quota 41, suo cavallo di battaglia dall’introduzione della quota 100 nel 2019. La misura prevede un pensionamento anticipato con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.

Il PD sarebbe, invece, per una proroga dell’Ape sociale allargando, però, la platea dei beneficiari ad altre categorie di lavoro gravoso. Una Ape sociale allargata, se così vogliamo chiamarla che potrebbe essere accompagnata da un’altra proroga all’opzione donna  ma introducendo, allo stesso tempo, una pensione di garanzia per i giovani. Il PD, inoltre, è favorevole alla riduzione delle soglie di accesso per le lavoratrici madri.

Forza Italia propone una pensione a 62 anni con 35 anni di contributi con importo dell’assegno previdenziale di almeno 1,5 volte l’assegno sociale. Prevista una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni (per approfondire la misura legge anche: Pensione con 62 anni e 35 anni di contributi: la proposta presentata alla Camera). Una soluzione simile la ipotizza anche Fratelli d’Italia.

Nessuna proposta viene, invece, dal Movimento 5 Stelle anche se il presidente del partito Giuseppe Conte sottolinea il bisogno di una manovra che impedisca un brusco ritorno della Legge Fornero. Secondo Conte bisogna privilegiare l’uscita dei gravosi.

L’allargamento dei gravosi

La commissione sui lavori gravosi, operativa dalla scorsa primavera, ha stilato un elenco di quelle che potrebbero essere le categorie da inserire nei lavori particolarmente pesanti che potrebbero passare dagli attuali 15 a 57 gruppi che conterrebbero da 65 a 203 mansioni.

Anche se la commissione ha presentato la sua proposta, ora sarà il governo a decidere quali categorie includere nell’eventuale nuova Ape Sociale. La commissione ha indicato come lavori gravosi da inserire anche  bidelli, saldatori, tassisti, falegnami, conduttori di autobus e tranvieri, benzinai, macellai, panettieri, insegnanti di scuole elementari, commessi e cassieri, operatori sanitari qualificati, magazzinieri.

Vedremo quale sarà la decisione del governo al riguardo.

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