Pensioni e immigrazione, Salvini suggerisce a Boeri le dimissioni

di redazione
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Uno dei temi su cui sta lavorando il nuovo Esecutivo, come riferito più volte, è quello delle pensioni, al fine di superare o attenuare la legge Fornero. Le misure di cui si è parlato e si parla tuttora sono la “quota 100” e la “quota 41”.

Quota 100 e quota 41

La quota 100 permetterebbe di andare in pensione sommando età anagrafica e contributi, secondo una combinazione che il Governo non  ha ancora rivelato (64/65 anni di età e 35/36 di contributi ?).

La quota 41 dovrebbe essere introdotta dal 2020, permettendo di andare in pensione al raggiungimento di 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica.

“Scontro” Inps-Esecutivo

Le suddette misure non hanno trovato il benestare del Presidente dell’Inps Tito Boeri (e anche della Corte dei Conti), che è intervenuto più volte sulla sostenibilità economica delle medesime, non da ultimo con la relazione illustrata in Parlamento.

A Boeri, come riportato dall’Ansa, ha risposto, oggi, Salvini:

“Il presidente dell’Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni, che questo decreto crea disoccupazione“.

La divergenza totale di vedute, secondo il Vice Premier e Ministro della Giustizia, dovrebbe portare alle dimissioni:

“In un mondo normale se non sei d’accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo e tu rappresenti politicamente, perché il presidente dell’Inps fa politica, un altro modo di vedere il futuro, ti dimetti”.

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