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Pensioni: contributi versati da autonomo a fine carriera non influiscono sull’importo dell’assegno

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Mettersi in proprio a fine carriera è una soluzione che molti lavoratori per un motivo o per l’altro decidono di fare. Soprattutto alla luce del fatto che i versamenti nella Gestione commercianti non incidono sulla retribuzione media, o almeno non automaticamente.

Non è raro che un lavoratore dipendente a fine carriera decide di cambiare vita, mettendosi in proprio, aprendo cioè una propria attività. Questa scelta di vita e di lavoro presuppone però l’obbligo per il lavoratore di iscriversi alla gestione commercianti dell’Inps.

Un obbligo sancito dalla legge, perché per aprire per esempio un piccolo negozio, occorre iscriversi all’Inps come tale. Il dubbio di molti lavoratori che optano per questa scelta, riguarda l’incidenza di questi versamenti nel nuovo fondo, sulla pensione futura. Cosa rischia il neo imprenditore nel momento in cui deve andare in pensione se sul finire della carriera passa a versare nel fondo pensioni commercianti Inps e non più nel nel fondo pensione lavoratori dipendenti?

Da lavoratore dipendente a imprenditore, cosa cambia per la pensione

Nel sistema previdenziale italiano esiste l’istituto della ricongiunzione dei contributi. Si tratta dello strumento che consente di raggruppare nel fondo pensione che deve liquidare la prestazione, tutti i contributi versati magari in gestioni previdenziali diverse.

La ricongiunzione, specie se si tratta di versamenti fatti a fine carriera e quindi negli ultimi anni, è onerosa, cioè il lavoratore per raggruppare questi contributi deve pagare un corrispettivo. Ma si tratta di una facoltà, perché non si è obbligati a ricongiungere i contributi se questi non servono per raggiungere i requisiti di accesso alle pensioni o se questi sono potenzialmente dannosi per la propria pensione.

Alla luce di questo, i versamenti presso il fondo commercianti Inps non incidono in automatico sulla retribuzione media pensionabile avuta durante la carriera da lavoratore dipendente. La risposta al quesito citato in premessa, cioè quello sui rischi di vedersi ridurre la pensione a seguito della scelta di mettersi in  proprio è negativa quindi.

La contribuzione previdenziale versata come lavoratore autonomo nei fondi ad essi dedicati, anche se sono sempre in capo all’Inps, non influiscono sulla contribuzione versata, sulla retribuzione media pensionabile e quindi sull’importo della pensione, a meno che il lavoratore, per sua volontà, scelga la via della ricongiunzione onerosa.

Nemmeno con il cumulo si rischia qualcosa

Se la ricongiunzione presenta il problema della sua onerosità, c’è uno strumento che è assolutamente gratuito e che mira allo stesso obbiettivo, cioè quello di sommare tutti i contributi versati in più casse, in modo tale da ottenere una pensione calcolata su tutta la carriera e non solo su parte di essa.

Il lavoratore che ha contributi versati nel fondo pensione lavoratori dipendenti (Fpld) e sul finire della carriera, nel fondo dei commercianti può usufruire del cumulo ed anche in questo caso non rischia di essere penalizzato come assegno previdenziale.

Infatti con il cumulo dei contributi è vero che tutti i versamenti si sommano, ma solo per il diritto alla pensione, perché per la misura della prestazione ogni fondo fa storia a se.

In pratica, di fronte al diritto ad andare in pensione tutti i contributi vengono sommati per raggiungere le soglie previste dalla misura pensionistica spettante, ma ogni fondo liquida la prestazione in base ai suoi versamenti e con le sue regole, con il meccanismo pro quota.

Per questo non c’è assolutamente alcun rischio di vedersi abbassare la pensione eventualmente maturata per gli anni di contribuzione da lavoro dipendente se si utilizzano anche i contributi da lavoro autonomo. Il fatto che sia necessario raggruppare i contributi per centrare i requisiti di uscita, vale in linea di massima solo per il diritto alla pensione e non per la misura.

In ogni caso, se la contribuzione versata nel fondo per il lavoro dipendente è sufficiente per il perfezionamento del diritto alla pensione, il neo lavoratore autonomo può evitare di ricongiungere o cumulare i contributi della gestione autonoma, magari optando per il  supplemento di pensione.

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