Pensioni: in commissione Lavoro novità anche per la scuola. Proposta anticipo donne in base numero figli

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ipsef

di Daniela Sala – Allo studio del Governo ci sono nuove misure e modifiche in materia di pensionamenti. Si tratta di provvedimenti che interesseranno direttamente anche il personale della scuola. Orizzonte Scuola ne ha parlato con Marialuisa Gnecchi, deputata Pd in commissione Lavoro alla Camera. Salvaguardia per "Quota 96"

di Daniela Sala – Allo studio del Governo ci sono nuove misure e modifiche in materia di pensionamenti. Si tratta di provvedimenti che interesseranno direttamente anche il personale della scuola. Orizzonte Scuola ne ha parlato con Marialuisa Gnecchi, deputata Pd in commissione Lavoro alla Camera. Salvaguardia per "Quota 96"

Quali sono le proposte sul tavolo?

Rispetto alla scuola la proposta specifica che noi facciamo riguarda innanzitutto una modifica alla manovra Fornero che garantisce la salvaguardia per coloro che avevano maturato i requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2012: per il personale della scuola questo termine deve essere anticipato al 31 agosto 2012, visto che l’anno di riferimento della scuola non è l’anno solare ma appunto quello scolastico. Si tratta di una proposta a firma di Manuela Ghizzoni e che sarà discussa in commissione Lavoro alla Camera già dalla prossima settimana.

E per quanto riguarda flessibilità e penalizzazioni?

Si tratta in questo caso di una proposta che riguarda tutti (dipendenti privati, pubblici o autonomi) e che garantisca con 41 anni di contributi la pensione a tutti mentre la manovra Fornero prevede 41 anni per le donne e 42 per gli uomini. Per chi non ha raggiunto i 41 anni di contributi si prevede una penalizzazione o premialità a seconda che si vada in pensione prima o dopo aver compiuto i 66 anni di età. Immaginiamo comunque una gradualità: in pratica se una persona va in pensione con 35 anni di contributi a 62 anni avrà una riduzione dell’8% sulla pensione. Se invece ha 36 anni di contributi la penalizzazione dovrà essere inferiore, e così via man mano che ci si avvicina ai 41 anni.
Comunque su tutta questa questione dovrà essere avviata una discussione. Il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza non si è ancora pronunciata su questo. Sapevamo che l’ex ministro Francesco Profumo era d’accordo e contiamo che anche Carrozza lo sia, ma appunto la trattativa non è ancora iniziata.

D’altra parte però una riduzione della pensione dell’8% non è poco…

Con me sfonda una porta aperta: certo mi piacerebbe che tutti andassero in pensione a 60 anni, ma di fatto anche prima della riforma l’età di pensionamento per gli uomini era di 65 anni. Mi piacerebbe ad esempio che si discutesse su una riduzione sull’età delle donne in base al numero di figli, ma su questo indubbiamente la Ragioneria di Stato metterà la necessità della copertura economica.

Come si bilanciano queste proposte con la necessità di fare posto ai giovani?

Questo è un sostegno. Dare lavoro ai giovani è l’unico modo per garantirgli una pensione: Fornero aveva fatto passare la riforma come una manovra indispensabile per garantire una pensione ai giovani, ma non è così: di fatto ai giovani si garantisce una pensione solo se gli si assicura un lavoro.

La Gilda Insegnanti propone di sommare part time e metà pensione negli ultimi 5 anni di servizio, liberando. È una proposta che potrebbe essere presa in considerazione?

È una proposta che può essere significativa. Del resto un precedente era stato l’esonero di Brunetta per cui i dipendenti con 40 anni di contributi potevano stare a casa con metà stipendio garantito. Ovviamente non era una bella proposta. Ora questi dipendenti pubblici in esonero sono 1500 e dovranno essere salvaguardati.
In ogni caso a maggior ragione potrebbe essere una buona idea assumere un precario, lasciando un dipendente part time. La cosa che conta comunque è la proposta Ghizzoni, perché permetterebbe a 3mila insegnanti i andare in pensione e a 3mila precari di essere assunti.
Però taglio con il taglio dei pensionamenti (si prevede una diminuzione del 50% del numero dei pensionamenti rispetto allo scorso anno) 3mila posti non sono poi tanti….
È comunque meglio di niente. E poi intanto vanno avanti le altre proposte.

Infine per quanto riguarda la maternità facoltativa?

La maternità è riconosciuta anche fuori dal rapporto di lavoro per 5 mesi grazie alla legge del 2000 di Livia Turco. Cinque mesi sono appunto gratuiti e i successivi sei sono invece facoltativi e possono valere come riscatto ai fini contributivi. Questa possibilità esisteva già prima però, ma allora era normale andare in pensione di anzianità dopo aver ottenuto il posti di ruolo. Oggi invece anche pochi mesi di contribuzione in più da far valere per chi è stato precario per anni possono essere utili.

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