Pensioni, le maestre di scuola primaria via da lavoro a 63 anni: anticipo pensionistico di 1500 euro lordi al mese fino a 67 anni

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La manovra approvata dal Consiglio dei ministri allunga l’elenco dei lavori gravosi, ovvero quelli che danno diritto con 36 anni di contributi (sei degli ultimi sette impegnati in attività faticose) e 63 anni di età a chiedere l’Ape sociale, l’indennità che traghetta fino al pensionamento.

L’indennità è erogata per 12 mensilità all’anno a partire dai 63 anni fino all’accesso alla pensione di vecchiaia. La manovra prevede fino al 31 dicembre 2022 per l’Ape sociale uno stanziamento di 141,4 milioni, poi ci sono 275 milioni nel 2023, 247,6 milioni nel 2024, 185,2 milioni nel 2025, 104,5 milioni nel 2026 e 16,9 milioni nel 2027.

Pensioni, ci sono anche le maestre di scuola primaria nelle categorie di lavori gravosi. Via da lavoro a 63 anni

Con l’ultima manovra, i maestri e le maestre di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate rientrano nella platea di chi può chiedere l’Ape sociale per lavori gravosi.

Una novità sostanziale per gli insegnati del primo ciclo che ora, una volta raggiunti i 63 anni di età con 30-36 anni di contributi, a seconda dei casi, potranno lasciare la cattedra. A loro (come a tutti gli altri lavoratori usuranti) verrà corrisposto un assegno ponte sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione piena (67 anni). L’anticipo pensionistico al massimo arriva a 1.500 euro lordi al mese (circa 1.150 netti) per 12 mensilità all’anno.

Pensioni, ecco le altre categorie rientranti nell’APE Sociale

Insieme alle maestre anche i magazzinieri e gli addetti alle consegne. Nei lavori gravosi sono compresi anche gli estetisti. Nella lista, inoltre, ci sono i lavoratori che operano nell’ambito delle pulizie di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli. Inseriti anche i portantini e i tecnici della salute.

Possono accedere all’Ape sociale gli artigiani, gli operai specializzati e gli agricoltori; i conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali; gli operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli; i conduttori di forni e altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati.

Possono accedere anche i conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta; gli operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi; i conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque; i conduttori di mulini e impastatrici; i conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali.

Compresi anche gli operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio; gli operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare; i conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento.

Hanno diritto all’Ape sociale i giardinieri (professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca); le professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni

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