Pensioni, Ape sociale agevolata per le donne? Ecco l’ipotesi al vaglio del governo

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L’ipotesi di un rinnovato Ape sociale dedicato alle donne guadagna sempre più terreno nella discussione sulla prossima legge di Bilancio. A fronte delle ristrettezze economiche, l’esecutivo sta considerando misure flessibili in ambito pensionistico, soprattutto per le donne.

Come anticipato da fonti giornalistiche, si valuta la possibilità di introdurre un’Ape sociale agevolata per le donne, che agirebbe come contromisura alle restrizioni dell’Opzione Donna. Quest’ultima, resa quasi inaccessibile dalle recenti riforme, potrebbe essere abbandonata entro il 2024.

Con il nuovo Ape Donna, sarebbe possibile ricevere un’indennità di accompagnamento alla pensione già dai 61/62 anni, rispetto ai 63 attuali. Inoltre, si starebbe considerando una maggiore flessibilità nei criteri di contribuzione, soprattutto per donne in situazioni di disagio come licenziamenti, invalidità, o impieghi in lavori gravosi.

Vale la pena ricordare che l’Ape sociale già prevede “sconti” per le donne: una riduzione dei requisiti contributivi di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. A queste si aggiungerebbero le nuove misure, ampliando la portata dell’Ape sociale.

L’Ape Donna potrebbe costituire una valida alternativa all’Opzione Donna, interessando una platea simile di beneficiarie. A differenza dell’Opzione Donna, con l’Ape Donna non sarebbe necessario aderire al metodo di calcolo completamente contributivo. L’indennità potrebbe raggiungere fino a 1.500 euro lordi, con un numero di anni di contributi sensibilmente inferiore.

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