Pensioni, Anief: tutto pronto per presentazione domande. Le criticità

di redazione
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Comunicato ANIEF – È iniziato il conto alla rovescia per tanti insegnanti, lavoratori Ata e dirigenti della scuola italiana: il Miur ha anticipato ai sindacati che per l’inizio della prossima settimana saranno attivate le funzioni delle istanze on line, con la scadenza per la presentazione delle domande attorno al 20 dicembre, quindi alcune settimane prima degli altri anni.

Ma c’è poco da rallegrarsi perché sempre per via telematica la scorsa estate per circa 5 mila insegnanti la formalizzazione della richiesta si è concretizzata o è stata negata sul filo di lana, a causa di un cavillo burocratico che non permetteva di calcolare l’anzianità. Inoltre, poiché le nuove norme sull’anticipo pensionistico arriveranno solo con la Legge di Bilancio, è necessario che i 100 mila docenti e Ata interessati abbiano la possibilità di presentare la domanda, in via eccezionale, nelle prime settimane del 2019. Ma per Anief gli insegnanti dovrebbero poter lasciare con i requisiti precedenti alla riforma “Fornero” e il loro lavoro dovrebbe essere considerato gravoso in tutti gli ordini scolastici: a tale scopo, il sindacato ha fatto pervenire alla Commissione Bilancio della Camera degli specifici emendamenti al testo della manovra.

Anche quest’anno il pensionamento di decine di migliaia di lavoratori della scuola si preannuncia in salita: l’annuncio da parte del Miur, dell’imminente avvio dell’apertura delle funzioni telematiche per produrre domanda di pensionamento, sta mettendo in fibrillazione un alto numero di docenti, amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e dirigenti, che ad oggi non sanno con quali requisiti si potrà lasciare il servizio dal prossimo mese di settembre.  Gli anticipi pensionistici, studiati dal governo in carica, devono infatti ancora essere approvati: lo saranno, con ogni probabilità, negli ultimi giorni di dicembre, assieme alla Legge di Bilancio 2019.

Stiamo parlando di quota 100, con almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età, oltre che la nuova pensione di anzianità da fissare attorno ai 42 anni di contributi riconoscibili. Inoltre, bisognerà vedere se le disposizioni approvate dalle Camera potranno essere estese al personale scolastico già con la finestra del settembre 2019: occorre infatti dare la possibilità a chi opera nella scuola, in via del tutto eccezionale, di accedere all’anticipo pensionistico del prossimo anno formulando apposita domanda nelle prime settimane del 2019. In caso contrario, per circa 100 mila docenti e Ata, l’accesso alla pensione anticipata slitterebbe di un anno, vanificando buona parte dei benefici della disposizione.

Le norme che regolano i nuovi accessi pensionistici, tuttavia, necessitano di ulteriori ritocchi. Per questo motivo, Anief ha presentato alcune specifiche richieste di emendamento al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334, perché si preveda l’attivazione di “un’apposita finestra che permette l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole previgenti la riforma cosiddetta “Fornero””. Inoltre, il sindacato ha chiesto di far beneficiare tutti i docenti, a partire dal prossimo anno scolastico, dello status di operatori in ambiente di lavoro particolarmente difficile, perché “lo svolgimento della professione docente ha un carattere gravoso in tutti gli ordini di scuola”.

In particolare, all’interno dell’articolo 21 il giovane sindacato ha chiesto che “il carattere peculiare della professione docente rispetto alle altre professioni della Pubblica Amministrazione per il diffuso stress psicofisico, unito all’attuale pesante gap generazionale tra docenti e discenti con il personale insegnante più vecchio del mondo”, preveda l’attivazione di “un’apposita finestra che permette l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole previgenti la riforma cosiddetta “Fornero””. Per tali motivi, secondo il sindacato autonomo “risulta indispensabile allargare l’attuale finestra di pensione anticipata prevista soltanto per il personale dell’infanzia”.

In attesa dell’approvazione della legge di Stabilità 2019, il personale della scuola che può accedere alla pensione, attraverso il portale on line predisposto dal Miur, deve fare i conti con i parametri relativi all’accesso pensionistico vigente. Come riassume la rivista Orizzonte Scuola, per la pensione di vecchiaia, i requisiti attualmente richiesti sono di almeno 20 anni di contributi unitamente a 66 anni e 7 mesi di età. Dal 1° gennaio 2019, fermo restando il requisito contributivo, l’età anagrafica richiesta per accedere alla prestazione sarà di 67 anni. Nel comparto scuola se il requisito anagrafico viene raggiunto entro il 31 agosto 2019 è previsto il pensionamento d’ufficio; se, invece, tale requisito è raggiungibile dal docente entro il 31 dicembre 2019 è possibile presentare domanda di pensionamento per accedere alla prestazione il 1° settembre 2019.

Per la pensione anticipata, i requisiti attualmente richiesti sono di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. Dal 1° gennaio 2019, con l’aumento dell’età pensionabile, saranno richiesti 42 anni e 3 mesi di contributi per le donne e 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini. Per quel che riguarda la pensione di vecchiaia contributiva, i requisiti sono il possesso di almeno 5 anni di contributi versati, non avere contributi versati prima del 1° gennaio 1996, l’ammontare dell’assegno pensionistico non deve essere inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, 70 anni e 7 mesi di età. Dal 1° gennaio 2019, fermi restando i primi tre punti, l’età anagrafica per accedere alla prestazione sarà aumentata a 71 anni.

 L’accesso alla pensione anticipata contributiva prevede invece almeno 20 anni di contributi effettivi (non sono validi figurativi), non possedere contributi versati prima del 1° gennaio 1996, l’ammontare dell’assegno pensionistico non deve inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, 63 anni e 7 mesi di età. Dal 1° gennaio 2019, fermi restando i primi tre punti, l’età anagrafica per accedere alla prestazione (sempre con un anticipo di 3 anni rispetto alla pensione di vecchiaia) sarà di 64 anni.

 Per l’accessione alla pensione quota 41 precoci, infine, i requisiti attualmente richiesti sono il possesso di 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età, l’appartenenza ad una delle tipologie di lavoratori tutelate (caregiver, invalidi, disoccupati, gravosi e usuranti), 41 anni di contributi versati. Dal 1° gennaio 2019, fermi restando i primi due punti, il requisito contributivo richiesto per accedere alla prestazione sarà di 41 anni e 5 mesi.

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