Pensioni, Anief chiede una “finestra” per i docenti con uscita anticipata e riscatto gratuito della laurea

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Si svolgerà martedì 15 febbraio alle ore 18 a Roma l’incontro tecnico tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni ed in particolare sulla flessibilità in uscita: la verifica politica dovrebbe tenersi entro la fine della settimana prossima, dopo essere slittato a seguito della necessità emersa di attuare un ulteriore passaggio tecnico con le organizzazioni sindacali.

Sulle nuove modalità di accesso pensionistico, che fanno seguito a ‘Quota 100’ ormai archiviata, Anief continua a chiedere una specifica ‘finestra’ per il personale scolastico: secondo Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato della scuola, “‘Quota 98’ sarebbe una giusta mediazione rispetto al burnout evidente che affligge la categoria dopo i 60 anni di età: riteniamo che l’età pensionabile debba essere in linea con la media Ocse, cioè collocata a 63 anni rispetto ai 67 previsti nel 2011 dalla Legge Fornero”.

Anief ricorda che l’incidenza tumorale di chi lavora a scuola è ad esempio molto più alta rispetto ad altri comparti pubblici e privati.

 

Inoltre – continua Pacifico – riteniamo importante che si agisca legislativamente per attuare il riscatto della laurea gratuito”.

A questo proposito, è di queste ore le stime sul riscatto medio degli anni di studio per conseguire la laurea in Italia: per “quello agevolato il costo si aggira sui 5.200 euro per ogni anno riscattato, per un totale che oscilla tra i 21 e i 26mila euro se si riscattano quattro o cinque anni di studi. Il riscatto ordinario può superare invece i 100mila euro”, scrive la stampa specializzata. “Fino a quando non si separerà il welfare dal sistema pensionistico – conclude il presidente Anief -, i conti INPS saranno sempre in rosso, ma non per colpa delle pensioni frutto del lavoro portato avanti dai dipendenti per una vita”.

 

L’USCITA ANTICIPATA CON LE ATTUALI REGOLE

Anief ricorda che una recente circolare del Ministero dell’Istruzione condivisa con INPS ha stabilito che tutto il personale del comparto scuola entro il prossimo 28 febbraio potrà presentare la domanda di cessazione (con effetto dal 1° settembre 2022) per il pensionamento anticipato. Le funzioni ministeriali riguardano, in particolare, “Opzione Donna” e “Quota 102”: la prima prevede un taglio secco che può superare il 30% dell’assegno di quiescenza, pari ad oltre 600 euro al mese; la seconda, più conveniente ma solo di carattere annuale, si può intraprendere con il raggiungimento, entro il 31 dicembre 2022, di un’età anagrafica di almeno 64 anni e non meno 38 anni di anzianità contributiva.

 

Il sindacato è molto preoccupato per l’impoverimento del personale scolastico, al quale si continua a negare anche l’indennità di rischio biologico, invece assegnati ad altri professionisti, come nella Sanità: gli assegni di pensioni di chi esce dalla Scuola, quindi di insegnanti, maestri e personale Ata, si vanno infatti a determinare sempre più spesso (con il tempo diventerà la regola) con contributi considerati interamente con il sistema contributivo e sempre meno con quello ‘misto’ più favorevole al lavoratore.

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