Pensioni, addio a Quota 100: Draghi incontra i sindacati che minacciano mobilitazioni

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Il premier Mario Draghi ha convocato per oggi, martedì 26 ottobre, i leader di Cgil, Cisl e Uil. Per quanto riguarda le pensioni, quota 100, come sappiamo, verrà archiviata ma il giudizio dei sindacati sulle ipotesi alternative è negativo.

”La proposta Quota 102 e 104, se venisse confermata dal Governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori. Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione”, ha affermato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

Fino al 31 dicembre 2021 è in vigore Quota 100 che prevede l’addio al lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi. Come abbiamo scritto in precedenza, Quota 100 ha permesso il pensionamento anticipato di 180.000 uomini e 73.000 donne nel biennio 2019-20 (112.000 uomini e 36.000 donne nel 2019 e 68.000 uomini e 37.000 donne nel 2020). La misura è stata utilizzata prevalentemente da uomini, di soggetti con redditi medio-alti e relativamente con maggior frequenza da dipendenti pubblici.

Le ultime indiscrezioni, invece, prevedono un passaggio a Quota 102 nel 2022, Quota 103 nel 2023 e Quota 104 (in pensione a 66 anni) nel 2024.

Parliamo della cosiddetta pensione in due tempi: l’ipotesi è di anticipare, per chi abbia compiuto 63-64 anni e volesse lasciare il lavoro, solo la quota contributiva della pensione rinviando l’assegno totale, comprensivo anche della parte retributiva, al compimento dei 67 anni. Una volta raggiunta la pensione di vecchiaia invece al lavoratore spetterà l’assegno pieno, completo di quota retributiva e quota contributiva.

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