Pensioni, a chi anticipa riduzione di assegno troppo alta: Anief chiede una “finestra” speciale a 63 anni senza penalizzazioni

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Anief – L’anno prossimo si potrà andare in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, ma anche con almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età. Lo ha confermato la circolare Inps n. 28 del 18 febbraio, peccato che chi ne usufruirà andrà incontro a penalizzazioni importanti, che ci trovano fortemente contrari.

A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: intervistato dall’emittente Italia Stampa, il sindacalista ha detto che introducendo una sorta di ‘Opzione per tutti’, per chi esce prima dal lavoro diventa davvero troppo alta la differenza di importo sottratto dall’assegno pensionistico, anche oltre il 30%, pari a 500-600 euro al mese, “rispetto al massimo contributivo che si poteva ottenere col calcolo retributivo”.

Per noi, queste in vigore in Italia dopo la cancellazione di ‘Quota 100’, sono norma sull’accesso alle pensioni decisamente “ingiuste, perché ancora oggi a 63 anni si va in pensione con il massimo” dell’importo, rispetto ai contributi versati, praticamente “in tutta Europa”. Il presidente Anief ha anche ricordato che “il personale scolastico è particolarmente soggetto al burnout”, con un incidenza tumorale molto più alta rispetto ai lavoratori di altri comparti pubblici e privati. Agli insegnanti, inoltre, non viene assegnata quella indennità di rischio biologico, invece accreditata in busta paga ad altri ambiti lavorativi come quello sanitario. “Per questo – ha concluso Pacifico – continuiamo a ribadire la necessità nella scuola di una ‘finestra’ speciale, senza penalizzazioni, per andare prima in pensione”.

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