Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

Pensioni 2021: i vantaggi delle donne con figli, pensione contributiva e Ape sociale

Stampa
Pensione Opzione donna

Diverse le agevolazioni per le donne lavoratrici e madri quando si tratta di accedere alla pensione.

Una categoria di lavoratori che viene considerata, se non discriminata, quanto meno penalizzata è senza dubbio quella delle donne lavoratrici. Se ne fa un gran parlare da tempo di inserire norme a salvaguardia delle pensioni per le donne, per le quali la legge Fornero inasprendo le soglie di uscita dal lavoro ha allontanato in maniera netta le pensioni. Ma il nostro ordinamento prevede diverse agevolazioni per le lavoratrici, soprattutto se sono madri.

Donne e pensioni, un rapporto difficile

Opzione donna è una misura nata proprio per agevolare il pensionamento per quelle lavoratrici che scelgono o sono costrette a sacrificare la carriera ed il lavoro per la cura della casa e della famiglia. Ma se da un lato si offre un ingente sconto in termini di età di uscita, dall’altro si chiede alle lavoratrici di accettare il ricalcolo contributivo della pensione, con un taglio piuttosto pesante.

Come dicevamo in precedenza, la riforma Fornero ha introdotto requisiti sempre maggiori per poter accedere alla pensione e ad esclusione di qualche misura che prevede una carriera lavorativa di breve durata (la pensione di vecchiaia necessita di 20 anni di contribuzione ed alcune deroghe ancora meno), la stragrande maggioranza chiedono lunghe carriere di contribuzione versata.

41 anni e 10 mesi di contributi per la pensione anticipata (per gli uomini va ancora peggio perché servono 42 anni e 10 mesi di versamenti), 41 anni per le precoci, 35 per opzione donna, 36 o 30 per l’ape sociale, 38 per quota 100. Come si nota, senza lunghe carriere la pensione diventa un autentico miraggio per molte lavoratrici.

Che le donne abbiano maggiori difficoltà a trovare lavori continui e duraturi non è certo un segreto e dipende oltre che dal fatto che il nostro mercato storicamente è un mercato lavorativo a misura d’uomo, anche dal fatto che le donne spesso sono costrette a scegliere tra carriere e famiglia, con la necessità di accudire figli e casa.

Ma proprio l’essere madre è un fattore che può determinare alcune interessanti agevolazioni per le lavoratrici. Infatti non sono poche le donne lavoratrici che possono andare prima in pensione perché madri, ma a condizione di soddisfare determinati requisiti.

Quali i vantaggi per le donne

Da tempo, in ogni summit in materia previdenziale tra governo e sindacati si parla di riconoscimento dei lavori di cura. Con questa definizione ci si riferisce ai lavori di cura che una donna fa in famiglia, dalla cura dei figli a quella della casa.

Per questo ogni ipotesi di riforma ha al suo interno ipotesi che riguardano il riconoscimento dei lavori di cura delle donne, una specie di bonus contributivo da concedere alle donne che si potrebbero collocare in pensione con più facilitò rispetto ad oggi. Non che oggi manchino questi bonus, ma andrebbero potenziati.

Ad oggi in effetti ci sono delle agevolazioni sulla pensione per le lavoratrici madri. In primo luogo la legge 335 del 1995 prevede uno sconto anagrafico sulle pensioni di vecchiaia. Uno sconto collegato alla presenza di figli. In pratica, senza dover necessariamente attendere i 67 anni di età, possono accedere alla pensione di vecchiaia in anticipo le donne in base ai figli avuti.

Nello specifico l’agevolazione prevede 4 mesi di sconto per figlio avuto, fino ad un massimo di un anno di sconto.

Tale bonus però riguarda le lavoratrici che ricadono interamente nel sistema contributivo, cioè che hanno il primo contributo versato successivo al 31 dicembre 1995.

Quindi, una lavoratrice senza contributi versati nel sistema retributivo, potrà accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e non a 67, se ha avuto 3 figli. C’è anche una via che riguarda le lavoratrici con anzianità più datata (prima del 1996), ma in questo caso occorre rientrare nell’opzione Dini che prevede il calcolo interamente contributivo della pensione alla stregua di opzione donna.

E proprio come opzione donna, anche l’opzione contributiva Dini a fronte di qualche sconto sull’età di uscita dal lavoro, chiede alle lavoratrici di accettare un calcolo piuttosto penalizzante di assegno.

Anche l’Ape sociale prevede agevolazioni per le lavoratrici madri perché da un bonus di un anno di sconto sui contributi necessari (30 o 36 anni) per ogni figlio avuto fino ad un massimo di due anni.

Stampa
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur