Pensioni, le nuove regole per il 2019. Lo schema

di redazione
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Scontro senza precedenti sulle pensioni tra i partiti che hanno ottenuto la maggioranza alle elezioni e l’establishment economico politico che lancia allarmi sulla tenuta se verranno apportate delle modifiche all’impianto della riforma Fornero. Vi proponiamo uno schema sulle regole di pensionamento per il prossimo anno.

124.464 mila pensioni erogate nel 2017

Si tratta delle pensioni che riguardano tutto il settore pubblico, scuola inclusa, e che presenta un aumento dell’8,4% rispetto alle pensioni erogate nel 2016.

Aumentate anche le cifre erogate, da un importo medio di 2.018,33 euro del 2016 ai 2.069,42 euro del 2017, con incremento percentuale del 2,5%.

Inoltre, sono 2,8 milioni le pensioni dei dipendenti pubblici in vigore al 1 gennaio 2018, in aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente.

In prevalenza, le pensioni eorgate per il pubblco impiego vanno a donne per il 58,6%. Mentre, l’area che ne usufruisce maggiormente è il nord, con il 40,9%.

Regole per andare in pensione dal 2019

Pensione anticipata

In questo caso non conta l’età. Dal 2019, causa adeguamento età pensionabile, per la pensione anticipata saranno necessari 43 anni e 3 mesi (uomini) o 42 anni e 3 mesi (donne).

Pensione di vecchiaia

Per la pensione di vecchiaia sono sufficienti 20 anni di contributi versati, ma a fronte di un’età anagrafica di 66 anni e 7 mesi, che nel 2019 diventeranno 67 anni.

APE sociale

Una soluzioen pensata per disoccupati, invalidi al 74% e persone che assistono parenti gravemente disabili. Per questa opzione è necessario avere 30 anni di contributi ed una età di almeno 63 anni. Per i lavori gravosi, invece, sono richiesti 36 anni di contributi.

APE volontaria

In questo caso si può andare in pensione ad una età contributiva di 20 anni, purché si sia a meno di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento della pensione di vecchiaia. Per i 3 anni e 7 mesi precedenti la pensione di vecchiaia, in questo caso, il lavoratore dovrà effettuarsi un prestito agevolato che ripagherà con la decurtazione sulla pensione.

Quota 41

Si tratta dei lavoratori precoci che potranno smettere di lavorare dopo 41 anni di contributi. Per farlo bisogna aver lavorato per almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni. Inoltre è richiesta un’anzianità contributiva antecedente al 1995.

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