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Pensione: valutazione di periodi e servizi non coperti da contribuzione, la guida Inps al riscatto

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Riscattare periodi di lavoro non coperti da contribuzione ai fini pensionistici è una facoltà lavoratori dipendenti iscritti alla CPDEL , CPS , CPI e CPUG della Gestione Pubblica.

Riscattare periodi o servizi non coperti da contribuzione per molti lavoratori può essere determinante per accedere alla pensione. Naturalmente parliamo di riscatto con onere a carico del lavoratore. Ma come si fa a sfruttare lo strumento, a chi si rivolge, quali periodi sono riscattabili e cosa occorre sapere sono quesiti che cerchiamo di approfondire con questa guida che trae spunto dalle istruzioni date direttamente dall’Istituto Previdenziale.

A chi si rivolge il riscatto dei periodi e dei servizi non coperti da contribuzione

Il riscatto può essere esercitato da diversi lavoratori del Pubblico Impiego, scuola compresa. Con la richiesta di riscatto che può essere effettuata direttamente nel sito istituzionale Inps, accedendo alla propria area riservata, è possibile valutare periodi pregressi non coperti da contribuzione, nemmeno da quella figurativa.

La facoltà è concessa a lavoratori iscritti alla Cassa per le pensioni dei dipendenti enti locali (CPDEL), alla Cassa per le pensioni dei sanitari (CPS), alla Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (CPI), alla Cassa per le pensioni degli ufficiali giudiziari (CPUG), tutte nella Gestione Pubblica.

Accedere all’area riservata, che sul sito dell’Inps è denominata “My Inps” è possibile tramite credenziali di accesso che possono essere il Pin dispositivo Inps, il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) e la Carta di identità Elettronica (CIE). Per le ultime due metodologie di accesso ai servizi digitali dell’Inps, occorre munirsi di un lettore di carte da collegare al proprio PC, altrimenti l’operazione è impossibile. Per il Pin dispositivo Inps, va ricordato che tale strumento non viene più rilasciato dall’Istituto e quelli vecchi funzionano perché siamo nella fase transitoria che porterà tutti i servizi digitali di ogni Pubblica Amministrazione ad essere accessibili tramite lo SPID.

Oltre che dai lavoratori iscritti alle Casse prima citate, il riscatto può essere richiesto anche dai superstiti a condizione che questi siano i soggetti che hanno diritto alla pensione indiretta.

La possibilità è appannaggio pure di soggetti che possono vantare contributi versati nella Gestione Pubblica e non più in servizio. Una facoltà che come si legge nel sito dell’Inps, è stata introdotta dal 31 luglio del 2010. Naturalmente in questo caso occorre che i versamenti nella Gestione Pubblica non abbiano già dato titolo ad un trattamento pensionistico. In altri termini, la domanda può essere successiva alla cessazione dal servizio senza maturazione di alcun diritto alla pensione.

Riscatto periodi di studio universitario

Probabilmente i periodi che più spesso vengono riscattati grazie a questo strumento sono i periodi di studio universitario. I periodi ammissibili sono quelli della durata legale de corso di studio e non quelli da fuori corso. Nello specifico la facoltà di riscattare i periodi dedicati allo studio universitario sono quelli per:

  • Il diploma di laurea;
  • Il diploma universitario;
  • Il diploma di specializzazione;
  • Il dottorato di ricerca.

Va sottolineato che essendo con onere a carico dell’interessato, il riscatto può essere anche parziale, nel senso che il soggetto che lo richiede può utilizzare solo i periodi strettamente necessari a raggiungere il suo obbiettivo, risparmiando sull’onere che il più delle volte è piuttosto salato.

Anche se parliamo di periodi di studio vale la regola che stabilisce come per essere valutabili con riscatto, anche questi periodi dedicati allo studio non devono essere già coperti da contribuzione a qualsiasi titolo versata, e pertanto nessuna contribuzione obbligatoria, figurativa, da riscatto o volontaria ed a prescindere dal Fondo (che quindi non deve essere per forza di cose quello a cui si richiede il riscatto).

Sono riscattabili anche i periodi dedicati al corso di studio per la Laurea triennale e per la Laurea Specialistica.

Quanto costa il riscatto? La guida al calcolo

In base alla collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto, cambia l’onere a carico del diretto interessato dal momento che si utilizza a seconda del periodo di versamento, il sistema retributivo o contributivo. Si parla di riserva matematica per quanto concerne il riscatto di periodi che si collocano nel sistema retributivo, ovvero prima del primo gennaio 1996.

Il corrispettivo da versare varia in base all’età dell’interessato, alla lunghezza dei periodi da riscattare e alle retribuzioni percepite. L’onere altro non è che il corrispettivo pari al beneficio che il lavoratore ottiene in termini di maggiore assegno pensionistico percepito, sia effettivo che potenziale.

Per i periodi che invece rientrano nel contributivo, il discorso è diverso ma più semplice. Infatti occorre applicare l’aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda di riscatto. In pratica occorre versare una cifra pari a quella della contribuzione obbligatoria come previsto dalla Gestione in cui opera il riscatto.

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