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Pensione statali: scivolo fino a 5 anni per accelerare il ricambio generazionale, l’ipotesi

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Il ministro Renato Brunetta ipotizza uno scivolo fino a 5 anni sul pensionamento dei dipendenti statali vicino alla pensione per favorire il ricambio generazionale.

Nuovo contratto, riforme e assunzioni, queste le novità annunciate da Renato Brunetta per la pubblica amministrazione oltre alla promessa di liberare i dirigenti dalla paura della firma.  Il neoministro ha elogiato i dipendenti statali ricordando che troppo spesso ci si dimentica che proprio dietro la PA ci sono docenti, infermieri, magistrati e medici.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, in ogni caso, fa anche un mea culpa per quanto attuato nella sua precedente esperienza di governo (tagli del bilancio e blocco del turn over) sottolineando l’importanza della coesione sociale in un momento tanto delicato per l’Italia come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia sottolineando che tutti sono chiamati a dare una mano per il futuro del Paese.

Proprio oggi il Ministro Brunetta ha incontrato i sindacati per discutere della riforma della pubblica amministrazione, del rinnovo contratto per i dipendenti pubblici e del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale

Pensioni statali con scivolo

Brunetta nel suo discorso ha sottolineato l’importanza del capitale umano proprio parlando delle priorità per la PA e dopo essersi scusato per il blocco del turn over da lui attuato nella precedente esperienza, ha chiarito che, essendo ora i tempi cambiati, la sua priorità non soltanto è quella di sbloccare le assunzioni ma di invertire addirittura la tendenza.

Attualmente l’età media dei dipendenti della pubblica amministrazione è di 50,7 anni con quasi il 17% dei lavoratori con oltre 60 anni e con solo il 2,9% con meno di 30. Il rapporto, secondo il ministro, va capovolto e per farlo bisogna superare il turn over ma bisogna favorire il ricambio generazionale.

Ma come fare a favorire il ricambio generazionale per immettere dipendenti giovani e con competenze nuove? L’ipotesi proposta nel documento rilasciato da Brunetta parla di un incentivo all’esodo per i dipendenti della pubblica amministrazione che potrebbe prevedere un meccanismo volontario (a cui aderisce, quindi, soltanto chi ha voglia di farlo)  di incentivi all’esodo per i dipendenti vicini alla pensione.

Si pensa soprattutto a quei dipendenti che non si sentono pronti professionalmente a raccogliere la sfida dell’innovazione tecnologica e che non sono più motivati a rimanere in servizio.

Per le vecchie leve, infatti, fare i conti con l’innovazione tecnologica non sempre è facile e molto spesso è demotivante (per fare un esempio calzante possiamo prendere in considerazione l’impatto della Dad sulle competenze dei docenti: non tutti sono riusciti in tempi brevi a prendere dimestichezza con la didattica a distanza e con gli strumenti tecnologici).

L’idea, quindi, sarebbe quella di incentivare l’uscita di chi è prossimo alla pensione con metodi simili a quelli oggi previsti per il settore privato, come ad esempio il contratto di espansione che permette lo scivolo fino a 5 anni per accedere alla pensione permettendo, di fatti, di favorire le nuove assunzioni.

Ricordiamo che il contratto di espansione per il settore privato prevede uno scivolo di 5 anni sulla pensione di vecchiaia (anticipata quindi, a partire da 62 anni) o della pensione anticipata (a 36 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 37 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini): durante gli anni di scivolo il lavoratore avrà una indennità mensile pari alla pensione che avrebbe percepito alla cessazione del contratto di lavoro erogata dal datore di lavoro.  Inoltre, se l’esodo deve accompagnare alla pensione anticipata il datore di lavoro sarà tenuto anche al versamento dei contributi per l’intero periodo.

Il ministero della PA avrebbe già intavolato, al riguardo, una discussione Con la Commissione Europea per capire se i soldi del Recovery Plan possano essere utilizzati per finanziare una simile misura, visto che nel lungo periodo porterebbe ad un risparmio di risorse.

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