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Pensione: se smetto di lavorare prima i contributi versati vanno persi?

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Nessun contributo va perso ai fini della pensione, a patto che si siano raggiunti almeno i 20 anni di versamenti.

Cosa accade alla pensione del lavoratore che smette di lavorare prima della pensione? Accedendo alla pensione di vecchiaia da disoccupato si ha diritto ad un importo minimo o l’assegno è calcolato sempre sui contributi versati?

Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Salve, Leggevo un articolo molto interessante nel quale una persona richiedeva se si poteva avere la pensione avendo versato 30 anni di contributi. Anche io mi trovo nella stessa situazione ho 54 anni e ho circa 30 anni di contributi attualmente sto prendendo la naspi. La mia domanda è: semmai io non riuscirò a continuare con il lavoro terranno conto dei 30 anni di contributi che ho versato? O mi dovrò accontentare di importo pari una pensione di vecchiaia? Tutti i contributi che ho versato in 30 anni andranno persi? 
Vi ringrazio infinitamente per la cortese risposta spero di averla anche via mail non vorrei perdere gli articoli.

Pensione di vecchiaia e importi

I contributi versati sono tutti validi al calcolo della pensione, anche quando, per un qualsiasi motivo si smette di lavorare prima di raggiungere il diritto alla pensione.

Lei potrà accedere, al compimento dei 67 anni (più eventuale aumento per adeguamento all’aspettativa di vita ISTAT) alla pensione di vecchiaia, ma è sbagliato pensare che l’importo della pensione di vecchiaia sia prestabilito. E’ pur vero che tutti coloro che hanno una pensione molto bassa, grazie all’integrazione al minimo, percepiscono una pensione di vecchiaia di 515 euro ma in quei casi, molto probabilmente, sono stati versati i 20 anni di contributi minimi.

Anche la pensione di vecchiaia, come tutti gli altri trattamenti previdenziali, è calcolata sui contributi effettivamente versati e con più contributi si arriva al pensionamento, tanto più alto sarà il proprio assegno mensile (ovviamente al calcolo concorre anche la retribuzione lavorativa su cui i contributi sono stati versati e, di fatto, chi ha uno stipendio di 4000 euro ha sicuramente una pensione molto più alta di chi di stipendio percepiva 1500 euro).

Se anche non dovesse trovare un altro impiego al termine della Naspi i suoi 30 anni di contributi saranno conteggiati per stabilire l’importo dell’assegno spettante.

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