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Pensione scuola primaria: quali possibilità di uscita?

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Per l’insegnante della scuola primaria quali sono le possibilità di pensionamento anticipato?

Si sta lavorando ad un ampliamento delle categorie di mansioni che potrebbero essere ritenute gravose e avere, diritto, quindi, alla pensione con l’Ape sociale al raggiungimento dei 63 anni.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Buonasera
sono un’insegnante di scuola primaria, ho 64 anni di età e 36 anni e 11 mesi calcolati al 31/12/2021, quali sono le reali possibilità di pensionamento alla luce del riconoscimento di lavoro gravoso o usurante, ma soprattutto, quale decurtazione verrebbe effettuata?
Grazie mille

Pensione scuola primaria

Anche se in un primo tempo tra le categorie di lavoratori individuate dall’INAIL rientravano anche gli insegnanti della scuola primaria ed i bidelli, dalla lista scremata che dovrebbe inserire 27 nuove professioni nel diritto all’Ape sociale, gli insegnanti sembrerebbero essere definitivamente esclusi, con l’eccezione di quelli della scuola dell’infanzia già inclusi tra le attuali categorie di lavoratori gravosi.

Ovviamente fino a quando un decreto non annunci in modo ufficiale quali saranno i nuovi lavoratori gravosi, non si può certamente dire con certezza che gli insegnanti della scuola primaria ne saranno esclusi, ma appare assai improbabile che si possa cambiare rotta rispetto alle ultime notizie che sono giunte in proposito. A tale riguardo invitiamo a leggere l’articolo: Riforma pensioni e lavori gravosi: categorie e requisiti. Sì per insegnanti infanzia, no per primaria e secondaria.

Le possibilità di pensionamento in più a cui i lavoratori gravosi possono ambire, in ogni caso, sono:

  • Ape sociale al compimenti dei 63 anni e con almeno 36 anni di contributi
  • pensione di vecchiaia al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi (per il pensionamento degli insegnanti l’età deve essere raggiunta entro il 31 dicembre per potersi pensionare il 1 settembre dello stesso anno) con almeno 30 anni di contributi maturati.

Per chi non rientra negli elenchi della categorie considerate gravose, in ogni caso, restano in vigore i pensionamento aperti alla generalità dei lavoratori che dal prossimo anno, però, si ridurranno alle misure previste dalla Legge Fornero e alla probabile proroga dell’Ape sociale (a cui si può comunque accedere anche come invalidi, disoccupati o caregiver) e dell’opzione donna, di cui, però, non si ha ancora conferma ufficiale.

 

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