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Pensione scuola con quota 102: requisiti, domanda e cessazione

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Tutto quello che c’è da sapere sulla pensione con quota 102 riferita al comparto scuola: dalla domanda di cessazione ai requisiti da raggiungere.

Entrata in vigore dall’inizio del 2022 grazie alla Legge di Bilancio, la quota 102 è sicuramente la grande novità in ambito previdenziale di quest’anno. Vediamo come funziona per i dipendenti del comparto scuola, quando devono essere raggiunti i requisiti, quando scatta la decorrenza del trattamento e tutte le particolarità che la misura prevede.

Pensione quota 102

La quota 102 è una misura che ricalca quasi interamente la quota 100, scaduta lo scorso 31 dicembre 2021. Resterà in vigore per 12 mesi e, quindi, fino al 31 dicembre 2022, per permettere una riforma pensioni di più ampio respiro. Unica differenza rispetto alla quota 100 è nell’età di accesso visto che la quota 102 richiede 64 anni compiuti nel 2022.

64 anni di età unitamente ad almeno 38 anni di contributi, termine ultimo per raggiungere i requisiti di accesso 31 dicembre 2022. Come per la quota 100 potranno essere utilizzati un massimo di 3 anni di contributi figurativi derivanti da disoccupazione indennizzata e malattia (per tutti gli altri contributi figurativi non c’è limite di utilizzo). 35 anni di contributi, quindi, dovranno essere raggiunti senza considerare i contributi figurativi di disoccupazione e malattia.

Come per la quota 100 reste in vigore il divieto di cumulo, per chi sceglie la quota 102 per la quiescenza, dei redditi da lavoro con quelli da pensione fino al raggiungimento dell’età di accesso alla pensione di vecchiaia (presumibilmente, quindi, fino al compimento dei 67 anni visto che fino al termine del 2024 l’età di accesso alla pensione resta invariato e non subirà incremento per adeguamento all’aspettativa di vita ISTAT).

La particolarità del comparto scuola

Come sempre nel comparto scuola sono previste peculiarità nel pensionamento, avendo i dipendenti di questo settore un’unica finestra di uscita l’anno fissata il 1 settembre. Anche con la quota 102 resta, quindi,  in vigore l’articolo 59, comma 9 della legge n. 449/1997, che così recita: “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno.”.

I 64 anni di età ed i 38 anni di contributi , quindi, potranno essere raggiunti (per i contributi in via prospettica) anche entro il 31 dicembre 2022 pur accedendo alla pensione il 1 settembre dello stesso anno.

E’ possibile, in ogni caso, esercitare il diritto di pensionamento con quota 102 anche successivamente alla scadenza della misura a patto che si siano raggiunti i requisiti richiesti entro la fine del 2022. Questo significa che il dipendente del comparto scuola che raggiunge i requisiti entro la fine dell’anno potrà decidere di pensionarsi anche il 1 settembre 2023 o 2024 con la quota 102, avendo cristallizzato il diritto prima della scadenza della misura.

Cessazione servizio quota 102

Proprio per permettere al personale del comparto scuola che ne raggiunge il diritto di accedere alla pensione quota 102 dal 1 settembre 2022, il MIUR ha riaperto la finestra per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio con termine finale fissato al 28 febbraio 2022. Per maggiori informazioni al riguardo rimandiamo alla lettura dell’articolo: Pensioni scuola: domande Quota 102, Opzione donna dal 2 al 28 febbraio. Ape sociale insegnanti infanzia e primaria. NOTA

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