Pensione Quota 96, Farigu: “Retromarcia del Governo vigliaccata in piena regola. Parlare di ‘prepensionamento’ ci fa accapponare la pelle!”

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di Eleonora Fortunato – Kiara Farigu del Comitato direttivo Quota 96, da noi intervistata, fa un’analisi spietata del delicato passaggio storico che ha negato ancora una volta, a calici già innalzati, la pensione ai 4000 docenti intrappolati a scuola da una ‘svista’ della Legge Fornero. Quota 96 e precari in presidio

di Eleonora Fortunato – Kiara Farigu del Comitato direttivo Quota 96, da noi intervistata, fa un’analisi spietata del delicato passaggio storico che ha negato ancora una volta, a calici già innalzati, la pensione ai 4000 docenti intrappolati a scuola da una ‘svista’ della Legge Fornero. Quota 96 e precari in presidio

Kiara, giunti a questo punto è ancora lecito riporre speranze nella politica?

“La politica in generale è da tempo che ci ha deluso, salvo rare eccezioni, come Manuela Ghizzoni o Francesco Boccia, che si sono spesi ad oltranza per difendere sino alla fine Quota 96. Ve ne sono anche nell’opposizione (Marzana, Pannarale) ma sono perle rare. E adesso, dopo questo tradimento, così lo considero, un vero tradimento, una vigliaccata in piena regola, la retromarcia del governo al Senato sul nostro emendamento, la credibilità politica è a zero, sotto le scarpe. E stavolta niente più fiducia a prescindere, ma solo sui fatti concreti. La fiducia se la devono conquistare con i fatti, non vendendo fumo”.

Sarebbe una soluzione accettabile quella del vostro ‘prepensionamento’ con penalizzazione per chi si ritira prima dei 66 anni? Molti di Quota 96 erano già disposti a rinunciare al TFS pur di andare in pensione, lo saranno anche vedendosi decurtare la pensione?

Sentir parlare di prepensionamento, a noi Q96, coi requisiti acquisiti sin dal 2012, ci fa accapponare la pelle. Per noi si tratta di un POSTpensionamento e pertanto, NOI dobbiamo andar via senza alcuna penalizzazione. Non chiediamo una deroga alla riforma Fornero, ma la correzione di un errore che la stessa ex ministra ha riconosciuto.

Poi, in generale, questa forma di flessibilità non è da scartare.

I Q96 NON HANNO MAI DETTO CHE AVREBBERO RINUNCIATO AL TFS, ma che avrebbero accettato, obtorto collo, il differimento di qualche anno secondo le norme Fornero.

Pertanto il decurtamento sull’assegno pensionistico sarebbe la beffa dopo il danno forneriano”.

Come si articolerà la vostra mobilitazione d’ora in avanti?

“Il Comitato Civico Q96 sta esprimendo tutta la sua delusione, rabbia contro questa politica pavida ed inefficiente che non sa imporre la propria volontà ma si piega ai diktat dei ragionieri di stato, in molti e diversi modi: interviste, partecipazione ad importanti trasmissioni televisive (Agorà, UnoMattina) per spiegare lo stato dell’arte… e prossimamente una manifestazione di piazza”.

Pensa che per la fine di agosto qualcosa si muoverà?

“Il premier ha promesso una soluzione entro agosto, bene. Noi lo aspettiamo al varco. Ma sarebbe preferibile ed auspicabile che per una volta ascoltasse la base, cioè NOI e non ci facesse calare dall’alto decisioni ancor più nefaste di quelle che ci hanno propinato in passato. Renzi dice di voler rispettare gli insegnanti e il loro lavoro, bene, lo dimostri e con umiltà e voglia di rinnovamento e chieda ai diretti interessati qual è la via da seguire”.

Le convergenze con i politici che citava prima continueranno?

“Il CCQ96 ringrazia Manuela Ghizzoni per l’ottimo e impareggiabile operato svolto in questi trenta mesi al loro fianco, ringrazia Francesco Boccia per la presa di posizione forte e decisa, anche contro il Mef e la RdS, ringrazia Annalisa Pannarale per la passione profusa e Maria Marzana per il supporto dato alla causa e si augura che questa convergenza continui immutata sino al raggiungimento dell’obiettivo”.

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