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Pensione Quota 103, quanto si perde rispetto alla pensione anticipata ordinaria?

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La Quota 103, a parità di contributi non è meno conveniente della pensione anticipata ordinaria prevista dalla Legge Fornero.

C’è molta confusione in ambito previdenziale soprattutto da inizio anno, ovvero da quando è entrata in vigore la Quota 103. Molti sono i lavoratori che si chiedono se scegliere questa misura sia maggiormente sconveniente rispetto all’attendere il pensionamento con l’anticipata ordinaria prevista dalla Legge Fornero. Soprattutto quelli che sono molto vicini a cogliere questa seconda uscita. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno, sono dipendente pubblico settore sanita’ (ASL), premesso che a febbraio compio 62 anni, nel corso di quest’anno 2023 maturo sia i requisiti per la Pensione anticipata (Legge Fornero), con probabile uscita dal servizio a gennaio 2024 (finestra compresa), sia i requisiti per la Pensione anticipata flessibile (Legge di Bilancio 2023) con probabile uscita dal servizio a settembre 2023. Anticipando di qualche mese con la quota 103 rispetto alla Fornero il calcolo della pensione viene eseguito su 41 anni di contributi o su quelli maturati fino alla data di uscita? In particolare, la pensione subisce un taglio nel calcolo o conviene aspettare Gennaio 2024? Ringrazio e saluto  

Pensione quota 103 o meglio attendere la Fornero?

La pensione quota 103 richiede un minimo di 41 anni per accedere. Ma se si accede con più contributi rispetto al minimo richiesto, la pensione viene calcolata su quelli realmente versati al momento della cessazione dell’attività lavorativa.

Nel suo caso scegliere una o l’altra misura significa una differenza di pochi mesi di contributi in più versati (con l’anticipata ordinaria, dovendo lavorare fino a fine anno avrebbe circa 4 mesi di contributi in più) e sono solo questi a incidere sulla differenza dell’assegno che andrà a percepire. Ovviamente si tratta di una differenza talmente lieve da non valere neanche la pena di considerare.

L’unica cosa che deve, invece, considerare se dovesse scegliere la quota 103 è che limiterebbe la sue possibilità lavorative fino al compimento dei 67 anni a differenza della pensione anticipata ordinaria. La quota 103, come la quota 100 e 102, infatti vieta di cumulare i redditi da pensione con quelli da lavoro.

Inoltre, se la sua pensione supera un certo importo lordo deve considerare la la quota 103 permette di avere una pensione massima lorda fino a 5 volte il trattamento minimo INPS (circa 2800 euro, viste le rivalutazioni), e si parla di una pensione netta di circa 2.000 euro al mese. Se le dovesse spettare una pensione più alta la riceverebbe solo al compimento dei 67 anni.

Sono solo queste le considerazioni che deve fare nella scelta di un pensionamento rispetto all’altro, perchè la differenza dell’assegno tra l’uno e l’altro pensionamento è davvero lieve e solo basata sui 4 mesi di contributi in più versati se decide di andare in pensione a gennaio 2024 anzichè a settembre 2023.

 

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