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Pensione quota 103 e pensione anticipata ordinaria: cosa considerare nella scelta?

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Cosa mettere sul piatto della bilancia quando si sceglie tra quota 103 e pensione anticipata ordinaria?

La fine dell’anno è prossima e si comincia a pensare, ormai, ai pensionamenti del prossimo anno. E la misura su cui sono puntati i riflettori, per forza di cose, è la nuova Quota 103 che dovrebbe partire proprio il 1 gennaio 2023. Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno  sono un insegnante donna che ad agosto 2023 compirà  62 anni con 41 e 2 mesi di anzianità  quindi non sufficienti per andare in pensione con l’anticipata. Se passerà  quota 103 e con questa formula riuscirei a pensionarmi al 1 settembre  2023,avrò  delle significative penalizzazioni in più e quali rispetto all anticipata, o mi converrà aspettare 1 altro anno? Grazie

Pensione Quota 103 o anticipata ordinaria?

L’unica penalizzazione che potrebbe comportare la Quota 103 rispetto alla pensione anticipata ordinaria è per chi andrà a percepire una pensione lorda superiore a 2.625 euro. Perchè per questa misura è stata stanziata questa cifra limite come assegno previdenziale (che ovviamente si trasformerà nella pensione realmente spettante al compimento dei 67 anni).

Per il resto potrebbe avere una pensione lievemente più bassa a causa dell’anno di contributi in meno versati (visto che con l’anticipata ordinaria arriverebbe oltre i 42 anni di contributi) e del coefficiente di trasformazione che nel 2023 sarebbe quello relativo ai 62 anni e nel 2024 quello relativo ai 63 anni (lievemente più vantaggioso, ma nulla di molto corposo).

Rispetto all’anticipata, quindi, la quota 103 non prevede delle penalizzazioni in più sul calcolo della pensione, se non si attende una pensione di importo lordo superiore a quello citato. L’unica cosa che deve essere presa in considerazione prima di effettuare una scelta tra le due misure, a mio avviso è solo una: se si intende o meno prestare altra attività lavorativa dopo la quiescenza.

Perchè bisogna tenere conto che la Quota 103 è “figlia” della quota 100 e 102 e che, molto probabilmente vieterà il cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione fino al raggiungimento dei 67 anni di età. Cosa che non accadrebbe con l’anticipata ordinaria.

Essendo dipendente statale, inoltre, deve tenere conto anche di un altro fattore: con la quota 103, molto probabilmente il TFS sarà erogato in ritardo come avvenuto con quota 100 e 102 (ovvero dopo i 67 anni) e per averlo prima dovrebbe ricorrere all’anticipo presso le banche o dall’INPS pagando un interesse. Con la pensione anticipata ordinaria lo avrebbe decorsi 27 mesi dalla cessazione dal servizio. Queste sono cose che deve mettere sul piatto della bilancia per capire se le conviene il pensionamento un anno prima o, se nel suo caso, sia più conveniente attendere un anno in più.

 

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