Pensione quota 100: non è vero che penalizza i docenti

di Consulente Fiscale

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La pensione con la quota 100 non penalizza i dipendenti del comparto scuola perchè permette a chi matura i requisiti entro il 31 dicembre di accedere al pensionamento il 1 settembre dello stesso anno.

Quota 100 docenti penalizzati in quanto al termine dell’anno solare si trovano a meta anno lavorativi e quindi obbligati ad uscire l’anno successivo

La pensione con la quota 100 prevede per il personale del comparto scuola un’unica finestra di uscita annua fissata, come sempre, il 1 settembre dell’anno in cui si maturano i requisiti per l’accesso alla pensione.

Nel decreto 4/2019 è chiaramente specificato che “Ai fini del conseguimento della “pensione quota 100” per il personale del comparto scuola ed AFAM si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico. “.

L’articolo 59, comma 9 della legge n. 449/1997, che così recita: “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno.”.

I docenti, quindi, che raggiungono i requisiti entro il 31 dicembre di ogni anno, pur non lavorando fino a tale data, potranno accedere al pensionamento con quota 100 il 1 settembre dello stesso anno.

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