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Pensione quota 100: esiste una misura maggiormente vantaggiosa?

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Pensione Quota 100

Esiste una pensione maggiormente conveniente, a livello economico della quota 100?

Molto spesso si tende a pensare che la quota 100 non sia abbastanza vantaggiosa e si cerca di trovare un modo di pensionamento alternativo per non essere, in qualche modo, penalizzati nell’assegno previdenziale che si andrà a percepire. Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci chiede:

Buongiorno sono una dipendente della pubblica amministrazione ed ho maturato i requisiti per andare in pensione con quota 100. Infatti ho  63 anni e 38 anni e mezzo di contributi. Ho una inabilità al lavoro del 100% e la 104 art. 3 comma 3 che sono scadute e sono in attesa di revisione. Vorrei sapere se c’è qualche altra possibilità di andare in pensione magari più vantaggiosa. Grazie 

Pensione quota 100 o altro?

E’ bene sottolineare fin da subito che la quota 100 prevede un assegno calcolato sui contributi realmente versati e non comporta penalizzazione alcuna sulla pensione spettante. Ovviamente un costo la quota 100 ce l’ha, ma è lo stesso previsto per tutti gli anticipi previdenziali: andando in pensione prima, infatti, si applica un coefficiente di trasformazione meno vantaggioso di quello che verrebbe applicato al compimento dei 67 anni di età.

Inoltre accedendo alla pensione con un certo anticipo, ovviamente, si versano un minor numero di anni di contributi e questo ha ripercussioni sull’assegno spettante.

Precisiamo, inoltre, che le uniche misure che prevedono agevolazioni ai lavoratori invalidi sono la quota 41 (in cui non rientra poichè non raggiunge i 41 anni di contributi e poichè non risulta essere un lavoratore precoce) e l’Ape sociale, che richiede invalidità pari o superiore al 74%.

Nel suo caso le scelte per un pensionamento nell’immediato sono due: da una parte la quota 100 e dall’altra l’Ape sociale, visto che ha compiuto i 63 anni e ha maturato almeno 30 anni di contributi.

Ma tra le due misure quella maggiormente vantaggiosa dal punto di vista economico resta la quota 100 visto che le verrebbe liquidata la pensione spettante per 13 mensilità. L’Ape sociale, invece, oltre a prevedere un tetto massimo di pensionamento di 1500 euro (se la pensione dovuta fosse più alta verrebbe aggiornato l’importo solo al compimento dei 67 anni) la misura prevede anche l’erogazione per sole 12 mensilità visto che non prevede la tredicesima.

Se deve scegliere, quindi, tra le due il  mio consiglio è quello di prediligere la quota 100 visto che in entrambi i casi i contributi su cui calcolare la pensione sarebbero di 38 anni ed il coefficiente di trasformazione applicato sarebbe quello relativo ai 63 anni. Unica differenza di cui tenere conto è la liquidazione del TFS spettante che con la quota 100 richiede, sicuramente, un’attesa maggiore.

Ovviamente se continua a lavorare fino al compimento dei 67 anni la pensione spettante sarebbe più alta a causa dei 4 anni in più di contributi versati e al coefficiente di trasformazione maggiormente conveniente. L’unica misura, nel suo caso, che sia maggiormente conveniente della quota 100, quindi, è la pensione di vecchiaia.

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