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Pensione quota 100 cristallizzata: con quali coefficienti di trasformazione si accede?

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Quota 100, se si cristallizza il diritto non so cristallizza anche il coefficiente di trasformazione.

Come ormai abbiamo scritto in diversi altri articoli, per chi raggiunge i requisiti della quota 100 entro il 31 dicembre 2021 sarà possibile presentare domanda di pensione anche in un momento successivo alla scadenza. La quota 100 si cristallizza ed il diritto alla pensione, quindi, rimane anche dopo la scadenza della misura.

A tal proposito, però, è bene chiarire come si comporta il calcolo dell’assegno. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci chiede:

Ho cristallizzato il diritto alla quota 100 ad agosto 2021 e vorrei andare in pensione  nel 2023. Ora quello che mi chiedo è quali coefficienti di trasformazione saranno utilizzati, quelli relativi a quando ho cristallizzato il diritto o quelli  di quando chiedo la pensione? Perchè da quel che sento i coefficienti potrebbero anche scendere ed essere meno convenienti.

Coefficienti trasformazione quota 100

Con la cristallizzazione del diritto alla pensione si congela il diritto di utilizzare una determinata misura anche se, successivamente, interviene una norma o una legge che la modifica o la abolisce (come nel caso di quota 100, che scade il 31 dicembre 2021: chi ha cristallizzato il diritto potrà usarla anche negli anni seguenti). Ma con la cristallizzazione, mentre si congela il metodo di calcolo utilizzato per l’assegno, non si congelano i coefficienti di trasformazione che vengono, quindi, applicati riferiti all’anno di accesso alla pensione.

I coefficienti di trasformazione hanno una validità biennale e quelli attualmente in uso sono validi per il biennio 2021/2022. A partire dal 1 gennaio 2023, quindi, i coefficienti di trasformazione verranno variati.

Ma in base a cosa cambiano i coefficienti di trasformazione? Si tratta di valori utilizzati per trasformare il montante contributivo in assegno previdenziale nel sistema contributivo. Si tratta di valori variabili in base all’età anagrafica di accesso alla pensione (aumentano al crescere dell’età poichè più tardi si accede e meno, ipoteticamente, è la speranza di vita del beneficiario).

Ma proprio sull’aspettativa di vita cambiano i coefficienti ogni due anni: si riducono progressivamente all’aumentare della speranza di vita per compensare l’effetto che la stessa avrebbe sulla durata di percezione dell’assegno.

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