Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

Pensione: quando spetta lo sconto per i figli alle mamme lavoratrici?

Stampa

Esistono misure che prevedono uno sconto contributivo o anagrafico per le mamme che lavorano, ecco quali sono.

Alcune misure previdenziali prevedono delle agevolazioni per le mamme che lavorano visto che, in alcuni casi per le donne è assai difficoltoso e gravoso conciliare la professione con il lavoro di cura che i figli, inevitabilmente, richiedono. Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci chiede chiarimenti in merito:

Buongiorno,ho iniziato a lavorare giovanissima, ho quindi:
 – quasi 38 anni di contributi continuativi e 55 anni di età anagrafica più due figli.
(quanto viene riconosciuto x figlio come sconto contributivo?)
– posso rientrare come categoria lavoratore precoce?
Quando potrò andare in pensione? Grazie infinite, da una mamma stanca.

Pensione con sconto figli

Fermo restando che, avendo iniziato a lavorare a 17 anni, rientra pienamente nella categoria dei lavoratori precoci, questo non le assicura l’accesso alla pensione ad essi dedicati visto che la quota 41 è riservata ai lavoratori precoci che rientrano in uno dei profili tutelati dalla legge che sono:

  • lavoratori disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, che hanno terminato di fruire dell’intera indennità di disoccupazione spettante da almeno 3 mesi;
  • lavoratori invalidi con percentuale pari o superiore al 74%
  • lavoratori che, al momento della domanda di pensione, si prendono cura di un familiare convivente con handicap grave da almeno 6 mesi
  • lavoratori addetti a mansioni gravose o lavori usuranti.

Se non rientra in uno dei profili sopra elencati dovrà attendere di maturare 41 anni e 10 mesi di contributi per accedere alla pensione con la misura anticipata ordinaria.

Per quanto riguarda, poi le agevolazione previdenziali per le mamme che lavorano sono essenzialmente due, una data dalla cosiddetta Ape rosa (Ape sociale) e una dalla Legge Dini.

Per quanto riguarda l’Ape rosa permette uno sconto contributivo di 1 anno per ogni figlio avuto, fino ad un massimo di due anni, per le donne che accedono alla pensione con l’Ape sociale. Di fatto le donne possono accedere alla misura con 29 o 28 anni di contributi (invece dei 30 richiesti) e 63 anni di età se sono invalide, caregiver o disoccupate. Ne occorrono 35 o 34 (invece dei 36 normalmente richiesti) se sono lavoratrici gravose.

La legge Dini, invece, prevede uno sconto sull’età anagrafica di accesso alla pensione di vecchiaia di 4 mesi per ogni figlio avuto, fino ad un massimo di 12 mesi, per le donne che hanno la propria pensione calcolata interamente con il sistema contributivo (esclusa l’opzione donna che prevede solo il ricalcolo contributivo ma non è considerata una pensione contributiva) e che hanno, quindi, versato tutti i propri contributi a partire dal 1996 o che hanno optato per il computo in gestione separata.

In entrambi i casi, come può notare, sono agevolazione che non possono interessarla visto che raggiungerà la pensione anticipata, senza agevolazioni, molto prima di quanto previsto dalle due misure in oggetto.

Stampa
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione