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Pensione precoci e Naspi: i 3 mesi dal termine fanno parte dei requisiti di accesso?

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Quanti mesi bisogna attendere al termine della Naspi per poter andare in pensione con la quota 41?

La pensione anticipata in deroga per lavoratori precoci, conosciuta come quota 41, permette l’accesso alla pensione con soli 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età ai lavoratori che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni anni e che appartengono ad uno dei profili di tutela (disoccupati, caregiver, invalidi, usuranti e gravosi). Per ognuno dei 5 profili, poi, è richiesto di soddisfare requisiti diversi, oltre a quelli previsti dalla misura in via generale.

Per capire cosa è necessario fare per un lavoratore precoce disoccupato, rispondiamo alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno,Leggo con molto interesse i vostri  articoli che, a differenza delle altre testate giornalistiche, rispondono alle domande dei lettori in maniera esaustiva e senza allarmismi. Vi sarei grato se poteste aiutarmi a risolvere un “dubbio “. Non riesco ad interpretare il criterio relativamente alla presentazione della domanda di pensione per i lavoratori precoci, mi spiego meglio: il requisito si raggiunge alla conclusione della prestazione per la disoccupazione (naspi) oppure NASPI + 3 mesi? in sostanza, i 3 mesi fanno parte del requisito per formulare la domanda?  inoltre, per questa tipologia di uscita esiste la finestra di tre mesi, come l’anticipata Formero? Spero di no, viceversa diventerebbero 41 + 6 mesi ( 6 mesi senza alcuna contribuzione).     

Esempio pratico: Se concludo la NASPI il 21 Dicembre 2022 posso inoltrare la domanda entro il 31 Marzo 2023 oppure devo attendere ulteriori 3 mesi?   Grazie per la sua cortese attenzione e preziosa assistenza.

Quota 41, Naspi e requisiti disoccupati

La quota 41 per lavoratori precoci disoccupati, prevede requisiti precisi e stringenti. Se da una parte la misura in via generale richiede almeno 41 anni di contributi, l’appartenenza al lavoro precoce, il riconoscersi in uno dei profili tutelati e il rispetto di una finestra di attesa di 3 mesi per la decorrenza della pensione, dall’altra richiede requisiti specifici per ogni profilo di tutela.

Per il lavoratore disoccupato è necessario aver perso il lavoro per licenziamento, anche collettivo, o per dimissioni per giusta causa e aver terminato di fruire dell’intera Naspi spettante da almeno 3 mesi.

Potrebbe essere lecito pensare che i 3 mesi di finestra partano dopo che siano decorsi i 3 mesi dal termine della Naspi. Ma non è così. La normativa, infatti dice che la pensione decorre solo dopo 3 mesi dal raggiungimento del requisito contributivo (in presenza di tutti gli altri) e allo stesso tempo specifica che il diritto alla pensione si matura dopo 3 mesi che si è terminato di fruire della Naspi. Ma i 3 mesi dal termine della Naspi e la finestra di 3 mesi per la decorrenza della pensione possono anche trascorrere nello stesso momento.

E questo, appunto, significa che il lavoratore disoccupato che ha terminato di fruire della Naspi ed ha raggiunto i 41 anni di contributi potrà accedere alla pensione non appena saranno decorsi 3 mesi (che serviranno sia per la finestra di attesa che per il periodo richiesto al termine della Naspi). Non deve, quindi, attendere ulteriori 3 mesi.

 

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