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Pensione precoci e contratto a termine: chiariamo cosa prevede la normativa

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La quota 41 impedisce l’accesso al lavoratore precoce che è in stato di disoccupazione per scadenza di contratto a termine.

La pensione quota 41 destinata ai lavoratori precoci prevede, per i disoccupati, un grosso limite che preclude l’accesso a coloro che si trovano in stato di disoccupazione a causa della scadenza del contratto a termine. Un nostro lettore ci ha scritto contestando quanto sosteniamo; rispondiamo per ribadire la nostra affermazione:

Buongiorno,
Vi scrivo perché ho letto un vostro articolo sulle pensioni precoci, asserite che con i contratti a termine non si può accedere alla pensione. A mio avviso la risoluzione consensuale ed il contratto a termine tecnicamente sono la stessa cosa. Inoltre non mi.sembra di aver mai letto sul sito inps quello che state asserendo.
Cordiali saluti 

Pensione precoci con contratto a termine

Nella pagina dedicata al beneficio per i  lavoratori precoci dell’INPS, nella sezione ” A chi è rivolto” l’istituto specifica che il beneficio spetta al lavoratore in “stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604 e conclusione integrale della prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi” che poi è quanto previsto dalla legge di Bilancio 2017 (che la quota 41 la introduce) al comma 199.

La legge specifica chiaramente a chi è consentito l’accesso alla pensione quota 41 e nello specifico per il profilo dei disoccupati elenca chi ne ha diritto, ovvero il lavoratore in stato di:

  • disoccupazione a causa di licenziamento
  • disoccupazione per dimissioni per giusta causa
  • disoccupazione per risoluzione consensuale nell’ambito della procedura prevista dalla legge 604

Nell’elenco dell’istituto, come giustamente prevede anche la legge che ha introdotto la quota 41, non sono contemplati i disoccupati a seguito di scadenza di contratto a termine.

Risoluzione consensuale ai sensi della procedura di conciliazione

Non è esatto quanto lei sostiene che la risoluzione consensuale e la scadenza del contratto a termine siano la stessa cosa.

Il contratto a termine prevede un inizio dell’attività lavorativa e una fine, segnata appunto dalla scadenza del contratto.

La risoluzione consensuale, invece, è un accordo tra lavoratore e datore di lavoro di interrompere un contratto in essere (e quindi non scaduto). Ma è bene precisare che la quota 41 non prevede l’accesso in caso di risoluzione consensuale qualsiasi, ma cita la risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604; si tratta di una procedura di conciliazione che segue un avviso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Di fatto se il datore di lavoro presenta al dipendente licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la “La Direzione territoriale del lavoro trasmette la convocazione al datore di lavoro e al lavoratore nel termine perentorio di sette giorni dalla ricezione della richiesta: l’incontro si svolge dinanzi alla commissione provinciale di conciliazione di cui all’articolo 410 del codice di procedura civile.”

Lavoratore e datore di lavoro “assistiti dalle organizzazioni di rappresentanza cui sono iscritte o conferiscono mandato oppure da un componente della rappresentanza sindacale dei lavoratori, ovvero da un avvocato o un consulente del lavoro” La stessa legge all’articolo 7, comma 7 prevede che “Se la conciliazione ha esito positivo e prevede la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, si applicano le disposizioni in materia di Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI) e può essere previsto, al fine di favorirne la ricollocazione professionale, l’affidamento del lavoratore ad un’agenzia di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a), c) ed e), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.”.

Come può ben notare, quindi, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura prevista dalla legge 604 non coincide certo con la scadenza di un contratto a termine essendo, di fatto,  una conseguenza di un licenziamento. Questo è quanto prevede la legge. Il lavoratore con contratto a termine può accedere alla quota 41 precoci solo se licenziato prima della scadenza del contratto.

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