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Pensione precoci dopo Naspi, come funziona

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Come funziona, per i lavoratori precoci, l’accesso alla pensione dopo la fruizione dell’indennità di disoccupazione? Vediamo la normativa della quota 41.

Buongiorno. Sono un lavoratore precoce, a giugno 2020 compio 40 anni di contributi versati. Se la mia azienda dovesse licenziarmi, e volessi usufruire della Naspi, quanto mi mancherebbe effettivamente per andare in pensione? Grazie

Essendo un lavoratore precoce, in caso di licenziamento rientrerebbe nella pensione con la quota 41, ma attenzione: i lavoratori disoccupati che accedono alla quota 41 devono rispettare determinati requisiti.

La misura, infatti, richiede che la disoccupazione del lavoratore derivi da licenziamento (e non, per esempio, da scadenza di contratto a termine). Il lavoratore, inoltre, per accedere alla misura deve aver terminato da almeno 3 mesi di fruire dell’intera Naspi spettante.

Nel suo caso, quindi, avendo 40 anni di contributi, se fosse licenziato e le spettassero 24 mesi di Naspi, i contributi figurativi della Naspi la accompagnerebbero al raggiungimento dei requisiti richiesti (arriverebbe a 42 anni di contributi addirittura) ,a sarebbe costretto, anche una volta raggiunti i 41 anni di contributi, a terminare tutte la Naspi spettante e attendere ulteriori 3 mesi per poter accedere al pensionamento.

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