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Pensione precoci 2023, attenzione al requisito per i disoccupati

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Non sempre basta essere senza lavoro e avere diritto alla Naspi per accedere alla quota 41 precoci.

La pensione per lavoratori precoci, che tutti chiamano quota 41, richiede oltre al requisito contributivo, anche dei requisiti specifici per ogni categoria tutelata ammessa all’accesso. In questo articolo vedremo nel dettaglio cosa è richiesto per accedere ai lavoratori disoccupati rispondendo alla domanda di un nostro lettore che chiede:

Buongiorno, sono un collaboratore scolastico statale dal 2007, fino ad allora ho lavorato nel settore privato dal 1982, ad oggi ho circa 40 anni di contributi e più di dodici prima dei 19 anni di età, la mia domanda è questa: visto che noi statali non abbiamo la naspi, anche se fossi licenziato non potrei avere il requisito di disoccupato, potrei accedere alla pensione come lavoratore precoce se mi licenziassi e lavorassi nel privato con contratto a termine di dieci mesi, usufruire della naspi per cinque e dopo tre mesi andare in pensione come precoce raggiungendo così 41 anni di contributi? Grazie

Pensione precoci disoccupati

Quello che lei scrive è giusto: da dipendente statale non potrà mai accedere alla pensione anticipata per precoci neanche se fosse licenziato perché, avendo un contratto a tempo indeterminato non avrebbe diritto alla Naspi e questo le precluderebbe l’accesso alla misura. La stessa, infatti, richiede che il disoccupato debba aver fruito dell’intera Naspi spettante.

La normativa della quota 41, per i disoccupati prevede, come specifica il sito dell’Insp: “stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604 e conclusione integrale della prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi”.

Questo le fa comprendere che dimettersi per trovare un lavoro a tempo determinato per poi fruire della Naspi alla scadenza del contratto le impedirebbe, comunque di accedere alla pensione per precoci. La normativa, infatti, richiede in ogni caso che la cessazione del rapporto di lavoro sia a seguito di licenziamento: anche con il contratto a tempo determinato, quindi, dovrebbe essere licenziato PRIMA della scadenza del contratto per poter rientrare nel diritto. La sola perdita involontaria del lavoro per scadenza contratto, seppur le darebbe diritto alla Naspi, non le darebbe diritto alla pensione con la quota 41.

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