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Pensione Post quota 100: gli scenari con lo scivolo 5 anni di Brunetta

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Riforma pensione, vediamo gli scenari possibili per il post quota 100 analizzando anche lo scivolo di 5 anni proposto da Brunetta.

Grande attesa per le decisioni che saranno prese per il post quota 100, soprattutto dai dipendenti del pubblico impiego che attendono con grande ansia le novità sullo scivolo annunciato dal Ministro Renato Brunetta.

Mentre si attende che siano convocati i tavoli di incontro tra governo e parti sociali si continua ad ipotizzare su quelle che saranno le misure che potranno prendere il posto della quota 100, che per un triennio ha permesso il pensionamento dei lavoratori a 62 anni.

Riforma pensione 2022

Il 31 dicembre 2021 la quota 100 scadrà, è questo significa che questa data segna il termine ultimo per raggiungere i requisiti di accesso. La domanda di pensione, invece, potrà essere presentata anche negli anni successivi per chi, entro la fine del 2021 ha cristallizzato il diritto alla pensione con la misura in questione.

Quali scenari per il 2022? Molto probabilmente saranno previste proroghe sia per l’Ape sociale che per l’opzione donna ma come ben sappiamo sono misure che da una parte impongono limiti di accesso molto restrittivi (i profili di tutela dell’ape sociale, infatti, limitano l’accesso a platee molto limitate di lavoratori) e dall’altra penalizzano con tagli sulla pensione (in questo caso ci riferiamo all’opzione donna).

Serve quindi una proposta valida per la generalità dei lavoratori che permetta una possibilità di uscita che esuli dalla pensione di vecchiaia e da quella anticipata.

Le ipotesi allo studio sono diverse e anche se al momento la più gettonata appare sempre la quota 102 (una sorta di quota 100 rivisitata che richiede  64 anni di età e 38 anni di contributi) cerchiamo di capire le altre proposte avanzate.

Da una parte abbiamo la quota 41 per tutti, con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età che, però potrebbe prevedere anche delle penalizzazioni. Dall’altra c’è la quota 92, una proposta avanzata tempo fa da Graziano Delrio che potrebbe prevedere 62 anni e 30 anni di contributi a fronte di un ricalcolo interamente contributivo della pensione. Uno sconto, quindi, di 8 anni rispetto alla quota 100, ma con penalizzazioni che l’attuale misura non prevede.

Lo scivolo Brunetta

In ultimo, ma sicuramente non in ordine di importanza, c’è anche la proposta avanzata dal Ministro Brunetta che riguarda fondamentalmente i dipendenti della pubblica amministrazione, lo scivolo di 5 anni.

Si tratta di permettere ai dipendenti pubblici di accedere alla pensione a 62 anni con possibili penalizzazione sull’assegno (calcolo interamente contributivo?) che dovrebbe in qualche modo andare a ricalcare l’isopensione, oggi consentita ai soli dipendenti del settore privato, essendo l’anticipo interamente a carico del datore di lavoro.

Inserendo le penalizzazioni, in ogni caso, si pensa che a pagare l’anticipo potrebbe essere il dipendente stesso ed in questo modo non ricadrebbero sulle casse dello Stato.

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