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Pensione opzione donna troppo bassa: posso lavorare o chiedere integrazione al minimo?

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Per chi accede al pensionamento con l’opzione donna è prevista l’integrazione al minimo ed è possibile riprendere l’attività lavorativa?

Buongiorno ho 63 anni compiuti a settembre 2020 e sono andata in pensione con opzione donna a febbraio 2020 purtroppo mal consigliata dal patronato con una pensione minima di 512 euro. Ho pagato i contributi per 32 anni come commerciante e po altri 3 anni come stagionale. Posso tornare a lavorare come stagionale nel 2021? E quando avrò 67 anni  , età della pensione prenderò un’integrazione  sociale ,come dettomi dal patronato? Nessuno sa dirmi qualcosa in merito. Grazie mille

La pensione ottenuta con l’opzione donna permette tranquillamente il cumulo con i redditi da lavoro. Infatti, pur essendo annoverata tra le pensioni contributive (che in alcuni casi prevedono il divieto di cumulo) si tratta pur sempre di una pensione ottenuta con il versamento dei contributi misti e  solo nel calcolo dell’assegno si applica solo il sistema contributivo.

Le lavoratrici che scelgono il pensionamento con l’opzione donna, quindi, dopo la decorrenza del trattamento previdenziale possono tornare tranquillamente svolgere attività lavorativa.

Per quanto riguarda, invece, l’integrazione al trattamento minimo, riportiamo quanto previsto da un messaggio INPS 219 del 2013 nel quale è previsto che , visto che alle donne che accedono alla pensione con l’opzione donna è applicato solo il calcolo con il sistema contributivo nei loro confronti è applicabile tale integrazione, non prevista, invece, per coloro che accedono alla quiescenza con il regime contributivo puro.

L’integrazione al trattamento minimo, però, porta l’ammontare della pensione all’importo minimo di 515,58 euro mensile e nel suo caso, quindi, si tratta davvero di un incremento irrisorio.

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