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Pensione opzione donna troppo bassa, posso integrarla con i contributi volontari?

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Pensione opzione donna troppo bassa, si potrebbe incrementare iniziando a pagare i contributi volontari?

La pensione opzione donna, pur permettendo a volta un anticipo anche abbastanza corposo sulla pensione di vecchiaia, prevede penalizzazioni molto pesanti sull’assegno previdenziale spettante. Considerando che la pensione non rispecchia mai l’ultimo stipendio ma di solito garantisce un reddito variabile dal 70 all’80% dell’ultima retribuzione, se si aggiunge a questo anche la penalizzazione imposta con l’opzione donna l’assegno previdenziale risulta essere davvero molto basso rispetto allo stipendio e non sempre riesce a garantire un sostentamento dignitoso. Rispondiamo ad una lettrice che ci chiede:

Buongiorno, ho 64 anni e sono uscita con opzione donne +finestre con 36 anni e 10 mesi di contributi.Ma il taglio pensionistico mi ha ridotto il tenore economico di quasi il 50% con un mutuo che non si è potuto ridurre.Posso fare domanda per i versamenti volontari mancanti? Ex dipendente pubblica amministrazione. Grazie!

Pensione opzione donna troppo bassa

I contributi volontari possono essere versati sa lavoratori dipendenti ed autonomi, parasubordinati, liberi professionisti,  i titolari di assegno ordinario di invalidità o pensione indiretta (superstiti o reversibilità), ma non possono versare i contributi volontari i pensionati a meno che non siano iscritti a forme di previdenza diversi dall’INPS e siano stati autorizzati prima del 1 luglio 1972.

Di fatto, quindi, chi è in pensione non può chiedere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari. Ma in ogni caso, anche se le fosse stato permesso non sarebbe stato conveniente poichè a fronte di un versamento annuo di 10mila euro circa, la sua pensione sarebbe aumentata mensilmente di una cifra irrisoria (un anno di contributi vale all’incirca 40 euro mensili sull’assegno pensionistico).

Di fatto, però, la pensione opzione donna non vieta di poter continuare a prestare attività lavorativa autonoma o subordinata e in questo modo potrebbe non solo cumulare i redditi da pensione con quelli da lavoro ma incrementare anche (ma sempre per cifre abbastanza basse) la sua pensione mensile continuando a versare contributi e chiedendo, poi, la ricostituzione della pensione dopo 2 o 5 anni.

 

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