Pensione Opzione donna o Quota 100, cosa conviene?

di Consulente Fiscale

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Pensione Opzione donna o Quota 100, due possibilità con requisiti diversi, analizziamo le due misure considerando anche eventuali penalizzazioni.

Salve sono una docente, ho compiuto 60 anni nel novembre 2018 e ho 40 anni di contributi. In più avendo contratto una malattia ho attualmente 8 mesi di scivolo, ho cambiato mansione (sono docente di educazione fisica) e lavoro con nuovo contratto in un USP. Mi conviene la quota 100? Oppure l’opzione donna? Al 1995 avevo 14 anni di servizio. Grazie mille

La pensione Quota 100 e Opzione donna sono due misure molto diverse tra loro, non solo nei requisiti ma anche a in riferimento al calcolo dell’assegno pensionistico.

Quota 100

La pensione Quota 100 permette l’uscita dal lavoro con i seguenti requisiti: 62 anni di età e 38 anni di contributi. È sperimentale e sarà in vigore per tre anni dal 2019 al 2021. Il decreto non prevede nessun limite di contributi figurativi per il raggiungimento dei 38 anni di contributi. Divieto di cumulo lavorativo, tranne per prestazioni occasionali per un minimo di 5.000 euro annui.

Per i dipendenti pubblici la prima data di uscita dal mondo del lavoro il 1° agosto per i lavoratori che hanno maturato i requisiti entro il 31 marzo 2018, successivamente bisogna attendere sei mesi dalla maturazione dei requisiti.

Per i dipendenti privati la prima data utile di uscita è il 1° aprile 2019 per tutti coloro che hanno maturato i requisti entro il 31 dicembre 2018, successivamente dovranno attendere tre mesi dalla data di maturazione requisiti.

I dipendenti del comparto scuola potranno fare domanda di pensionamento entro il 28 febbraio 2019, la data di uscita è il 1° settembre. L’assegno pensionistico è calcolato con il sistema misto, potrà trovare tutte le informazioni in quest’articolo: Pensione anticipata e quota 100, calcolo e penalizzazioni

Opzione donna

L’opzione donna è stata rinnovata per il 2019

Potranno esercitare l’Opzione donna le lavoratrici che compiono 58 anni (59 anni le autonome) entro il 31 dicembre 2018 a condizione di avere maturato 35 anni di contributi alla stessa data. La misura è valida solo per il 2019, salve nuovo rinnovo. Inoltre, non saranno applicati gli adeguamenti alla speranza di vita ISTAT.

Negata la facoltà di cumulo gratuito per i dipendenti che hanno versato i contributi in più casse previdenziali. Per il raggiungimento dei 35 anni, se sono stati versati i contributi in varie gestioni, bisognerà procedere alla ricongiunzione onerosa. L’assegno pensionistico viene calcolato con il sistema contributivo, per tutte le informazioni consigliamo di leggere: Pensione Opzione donna 2019, calcolo con il sistema contributivo

Per il calcolo dei 35 anni di contributi, non sono validi i contributi figurativi per disoccupazione Naspi e malattia.

Finestra mobile di 12 mesi, che comporta lo slittamento nella percezione dell’assegno pensionistico, per le autonome la finestra è di 18 mesi.  Facciamo un esempio per capire come funziona la finestra di 12 mesi: una lavoratrice nata a marzo del 1960 potrà conseguire l’assegno pensionistico dal 1° aprile 2019. I 12 mesi partono dalla maturazione di entrambi i requisiti richiesti.

Conclusione

La pensione quota 100 è più conveniente rispetto all’Opzione donna che risulta penalizzante in molti aspetti. La scelta è personale, dipende da molti fattori. Per la quota 100 dovrà comunque attendere la maturazione dei requisiti.

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