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Pensione minima: forse non tutti sanno cos’è e che non sempre spetta

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Pensione minima, una cosa che non tutti sanno definire e che a volta viene male interpretata. Chiariamo cos’è.

Molti parlano di pensione minima come se fosse una misura che spetta a chi, non raggiungendo i requisiti della pensione di vecchiaia si accontenta di una prestazione dall’importo più basso. Ma la pensione minima non è questo e non è neanche una prestazione a se stante. Rispondiamo ad un nostro lettore:

Buonasera:ho 62 anni ’11 anni di contributi. Posso avere la pensione minimum e quanto?

Pensione minima

Cos’è realmente la pensione minima? Si tratta dell’integrazione al trattamento minimo che spetta a chi riceve una pensione di importo molto basso. La pensione minima, quindi, è un trattamento previdenziale integrato a 515 euro mensili. Ma si applica solo una volta raggiunto il diritto ad una delle misure che permettono il pensionamento.

Con soli 11 anni di contributi non c’è diritto alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni e, pertanto, non c’è diritto neanche alla pensione minima di 515 euro (integrazione al trattamento minimo).

Nel suo caso, quindi, solo se tutti gli 11 anni di contributi sono stati versati dopo il 31 dicembre 1995 e non possiede nessun contributi prima del 1996,  può accedere alla pensione al compimento dei 71 anni di età (più eventuale adeguamento all’aspettativa di vita Istat). In questo caso, essendo una pensione contributiva, non c’è il diritto all’integrazione al minimo e anche se l’importo della pensione è molto basso non avrà aumenti di sorta.

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