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Pensione indiretta per il lavoratore che muore prima della quiescenza

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A chi spetta e con quali requisiti di eredi e defunti, la pensione indiretta.

Agli eredi di un pensionato può spettare a determinate condizioni, la pensione di reversibilità. Infatti al coniuge superstite, a volte all’ex coniuge ed anche ai figli studenti o invalidi, spetta la cosiddetta pensione ai superstiti.

Quando muore un lavoratore non ancora arrivato alla pensione, gli eredi possono avere diritto ad un trattamento che prende il nome di pensione indiretta. Questo trattamento spesso viene confuso con la pensione di reversibilità, ma le due cose non sono esattamente la stessa cosa, pur somigliandosi molto. Entrambe le prestazioni sono destinate a determinati eredi superstiti di un defunto, ma per la pensione indiretta occorre rispettare determinate condizioni. In questo articolo approfondiamo la misura sia dal punto di vista delle condizionalità relative agli eredi che a quelle relative al deceduto non ancora pensionato.

Pensione indiretta, cos’è e che requisiti detenere

La pensione indiretta è quella prestazione che un lavoratore che muore prima di aver maturato la pensione, può lasciare ai suoi familiari superstiti. Per questi ultimi infatti, non essendo ancora pensionato il defunto, la pensione di reversibilità non spetta. Per poter lasciare ai familiari la pensione indiretta il lavoratore deceduto deve avere non meno di 5 anni di contribuzione previdenziale versata, di cui 3 versati negli ultimi 5 anni prima del decesso.

In alternativa a questo requisito la pensione indiretta può riguardare un lavoratore che ha raggiunto già il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia, cioè i 20 anni di contributi. In pratica, se un lavoratore ha già maturato i 20 anni di contributi versati ma non è ancora pensionato non avendo raggiunto l’età pensionabile di 67 anni, può lasciare ai superstiti la pensione indiretta.

Questa possibilità può scattare pure nel caso in cui il lavoratore deceduto abbia accumulato 15 anni di contributi versati, purché abbia i requisiti utili per accedere alla pensione di vecchiaia con una delle tre deroghe Amato.

Pensione indiretta, tutte le sue particolarità

Oltre al requisito contributivo che deve avere il defunto alla data del decesso, va ricordato che la pensione indiretta può spettare anche se il deceduto ha raggiunto già i requisiti per l’assegno di invalidità, a prescindere dal fatto che il lavoratore sia stato o meno riconosciuto invalido.

Tornando al lavoratore che ha diritto alla pensione indiretta avendo maturato solo 15 anni di contribuzione versata va detto che tale possibilità riguarda coloro che hanno mantenuto il vecchio requisito delle 780 settimane di contribuzione (appunto 15 anni di contributi versati) come previsto dalle tre deroghe Amato.

Si tratta di coloro che hanno completato 780 settimane di contribuzione già al 31 dicembre 1992 e coloro che sono stati autorizzati, sempre entro la fine del 1992 alla prosecuzione volontaria dei contributi, a prescindere dal fatto che hanno iniziato o meno a versarli.

Senza i requisiti prima citati, la pensione indiretta ordinaria non può essere erogata. C’è però una possibilità in più per i soggetti che risultano essere titolari di una pensione ai superstiti a carico di una forma sostitutiva, esonerativa ed esclusiva dell’Ago, come per esempio i dipendenti pubblici. Si chiama pensione indiretta supplementare.

Questa prestazione prevede però che il lavoratore deceduto abbia versato contribuiti presso più Fondi di previdenza senza essere riuscito però a maturare in nessuno di essi il diritto autonomo alla pensione.

In pratica, la pensione spetta a condizione che i superstiti abbiano maturato il diritto alla pensione indiretta presso uno dei fondi diversi dall’Ago presso cui il deceduto ha versato (per esempio l’ex Inpdad), ottenendo però anche il diritto alla pensione supplementare da un altro fondo presso cui ha versato, non riuscendo ad ottenere un diritto autonomo alla pensione indiretta (per esempio nel Fondo Lavoratori Dipendenti).

Pensione indiretta, beneficiari e importi

La pensione indiretta come platea di beneficiari spetta alle stesse tipologie di familiari a cui è destinata la pensione di reversibilità. Pertanto, la pensione indiretta spetta al coniuge superstite, anche se separato o divorziato. In quest’ultimo caso è necessario che l’ex coniuge sia titolare di assegno divorzile e che non abbia contratto un nuovo matrimonio. Può capitare che un defunto si sia risposato dopo il divorzio e prima di morire. In questo caso sarà il giudice a sancire la quota di pensione indiretta spettante al primo ed al secondo coniuge, dal momento che la prestazione spetta ad entrambi.

La pensione indiretta spetta anche ai figli del lavoratore, sia legittimati che naturali, adottivi o affiliati, quelli legalmente giudizialmente riconosciuti o dichiarati e pure quelli nati da precedente matrimonio del coniuge del deceduto. Hanno diritto alla pensione indiretta i figli che alla data del decesso risultano minorenni,  maggiorenni ma solo se studenti di scuola media o professionale fino a 21 anni e naturalmente, a carico del deceduto. Possono ottenere la prestazione anche i figli fino a 26 anni, a carico del deceduto se studenti universitari in corso. Inoltre, pensione indiretta spettante pure ai figli se risultano invalidi riconosciuti dalle competenti autorità alla data del decesso.

Altri familiari che possono avere diritto a determinate condizioni, della pensione indiretta sono i nipoti minori se a carico del lavoratore nonno una volta deceduto.  In questo caso c’è da rispettare la condizione reddituale che prevede la corresponsione della pensione indiretta solo a nipoti non autonomi redditualmente.

La pensione indiretta se mancano coniugi, figli e nipoti può essere concessa ai genitori del defunto, se questi hanno una età di almeno 65 anni ed a condizione che non siano titolari di pensione e che erano a carico del defunto alla data di morte di quest’ultimo.

Infine, possibile la prestazione ai fratelli o sorelle, solo se invalidi e non coniugati nubili inabili, senza reddito ed a carico del defunto alla data della morte di quest’ultimo.

Per quanto riguarda l’importo della pensione, essa è erogata in percentuale a seconda del soggetto a cui è destinata e commisurata alla pensione teoricamente spettante al deceduto alla data della morte.

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