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Pensione futura troppo bassa: quando è necessaria la previdenza integrativa?

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In alcuni casi aderire ad un fondo pensione potrebbe essere indispensabile a garantire una vecchiaia serena.

Il futuro con la pensione appare sempre più incerto, soprattutto per chi ha iniziato a lavorare tardi, versando pochi anni di contributi o per chi è ancora abbastanza lontano dalla quiescenza.

Il problema dell’importo della pensione, infatti, riguarda soprattutto chi ha iniziato a lavorare negli anni 90, a ridosso dell’entra in vigore del sistema contributivo puro o successivamente al 1996. La pensione calcolata con il sistema contributivo, infatti, è notoriamente meno vantaggiosa. E questo non riguarda solo chi ricade nel sistema contributivo puro (contributi versati a partire dal 1996) ma anche chi ha la grossa parte dei contributi che ricadono in esso.

Per chi ricade nel sistema contributivo puro, poi, sussiste anche il problema che la pensione non sarà integrata al minimo e pertanto, se la pensione è bassa, resta bassa. Da qui la preoccupazione che la prossima generazione che si pensionerà, quella costituita dagli attuali quanta/cinquantenni che hanno, appunto, iniziato a lavorare negli anni 90.

Pensione integrativa

Quando la pensione ricade interamente nel sistema contributivo potrebbe essere concreto il rischio, soprattutto per chi non farà carriere ultra trentennali, di dover fare i conti con un assegno che neanche si avvicina all’ultimo stipendio e che, di fatto, non riuscirà a garantire una vecchiaia serena, almeno dal punto di vista economico. Lo stesso rischio lo corre chi ha versato il minimo contributivo, i 20 anni di contributi minimi per accedere alla pensione di vecchiaia.

In questi casi, e se si è ancora abbastanza lontani dal pensionamento, potrebbe essere conveniente iniziare a valutare una pensione integrativa che possa sommarsi alla pensione spettante aumentando l’importo mensilmente percepito. Un sacrificio in più in età lavorativa, infatti, potrebbe garantire un’esistenza più serena al momento del pensionamento .

D’altro canto la pensione integrativa potrebbe permettere anche l’accesso alla pensione anticipata RITA a 62 anni per chi è ancora in servizio e a 57 anni per chi, invece, risulta disoccupato da almeno 24 mesi in presenza di almeno 20 anni di contributi da lavoro versati e di almeno 5 anni di contributi versati nel fondo pensione.

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