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Pensione ed effetto COVID sull’aumento per adeguamento aspettativa di vita

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L’effetto COVID si fa sentire anche sulle pensioni e molto probabilmente bloccherà l’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita.

L’accesso alla pensione è legato ad un meccanismo, introdotto dalla Legge Fornero, che prevede l’aumento dell’età pensionabile di 3 mesi ogni biennio (fino al 31 dicembre 2026 e poi di 2 mesi ogni biennio) per adeguamento all’aspettativa di vita Istat.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci chiede:

Buongiorno, sono assistente amministrativa, compirò 64 anni a settembre ed ho solamente 32 anni di contributi avendo iniziato a lavorare tardi.
Ho contattato INPS e mi hanno detto che potrò andare in pensione a 67 anni e 6 mesi quindi il 1/9/2025 dato che compirò i 67 ad ottobre 2024. (quindi andrò in pensione a 68 anni con 35 anni di contributi).
Alla luce delle nuove proposte di legge, secondo voi, riuscirò ad andarci prima (escludendo opzione donna per motivi economici) con una pensione decente?
Grazie

Pensione ed aspettativa di vita

L’unica possibilità, in base all’attuale normativa, di potersi pensionare subito è data dall’Ape sociale che richiede 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi versati ma solo per chi appartiene ai profili tutelati degli invalidi, dei caregiver e dei disoccupati.

Pur andando a scrutare quelle che possono essere le misure ipotizzate per la riforma pensione del prossimo anno (che non è detto, poi che vengano attuate) nessuna le permetterebbe l’accesso alla pensione anticipata.

Ma deve tener conto di un altro aspetto: molto probabilmente non sarà costretta ad accedere alla pensione con 68 anni di età ma potrebbero bastargliene solo 67.

Il COVID, infatti, per l’anno 2020 almeno, ha abbassato l’aspettativa di vita a cui è legato l’aumento di 3 mesi per ogni biennio e con ogni probabilità l’aumento atteso dal 1 gennaio 2023 non sarà attuato (come già avvenuto, tra l’altro, con quello previsto nel 2021 che, poi, non c’è stato).

C’è anche chi ha ipotizzato il blocco dell’aumento anche nel 2025, sempre per effetto della pandemia…e di fatto, quindi, potrebbe avere diritto al pensionamento già dal 1 novembre 2024. Per avere certezza del primo blocco, quello che la porterebbe a ritardare il pensionamento non di 3 mesi ma di 6 visto che farebbe slittare il pensionamento nel 2025 quando è previsto un nuovo aumento,  sarà necessario attendere la fine del 2022 e se già ci fosse questo, rimanendo con il pensionamento nel 2024 non subirebbe l’eventuale aumento previsto dal 1 gennaio 2025 che la porterebbe a dover ritardare il pensionamento di ulteriori 3 mesi.

Di fatto, quindi, se l’età pensionabile non salirà nel 2023 dei 3 mesi previsti lei risparmierà quasi un anno sul pensionamento avendo diritto all’accesso al compimento dei 67 anni.

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