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Pensione e tasso di sostituzione: a cosa serve e come si determina

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Tasso di sostituzione della pensione, cerchiamo di capire di cosa si tratta e come di determina.

La pensione che andremo a ricevere quando, finalmente, potremo smettere di lavorare non rispecchierà l’ultimo stipendio ricevuto. L’importo per la maggior parte dei pensionati è più basso e la differenza tra ultimo stipendio e prima pensione è destinata ad aumentare con il passare degli anni. Cerchiamo di capire perchè rispondendo alla mail di un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno. In un vostro articolo di ieri ho letto che accennavate al tasso di sostituzione. Vorrei capire se si tratta di un rapporto fisso (70% dipendenti e 60% autonomi) o solo una stima. Insomma vorrei capire quanto andrò a percepire in meno di pensione rispetto allo stipendio anche per capire se è il caso di ritardare il pensionamento oppure no.

Tasso di sostituzione e pensione

Il tasso di sostituzione non è un valore fisso. Quelli che abbiamo indicato nel precedente articolo sono tassi di sostituzione medi ma cambiano da persona a persona.

Il tasso di sostituzione non è altro che il rapporto tra l’ultimo stipendio ed il primo assegno di pensione e, quindi, varia in base a molte cose. Chi va in pensione prima, con l’anticipata, sicuramente avrà un tasso di sostituzione più basso di chi, a parità di contributi, decide di continuare a lavorare. E più è alto il tasso di sostituzione, meno sarà la differenza tra ultimo stipendio e pensione.

Nel determinare l’importo della pensione entrano in gioco molti fattori tra cui:

  • età di accesso (andare in pensione con meno anni di età significa l’applicazione di un coefficiente di trasformazione più basso visto che aumenta all’aumentare dell’età)
  • contributi versati (più contributi si versano, ovviamente, più sarà alto l’importo dell’assegno)
  • retribuzioni della vita lavorativa: i contributi sono calcolati in percentuale sulla retribuzione ricevuta, a retribuzioni più alte corrispondono contributi di importo più elevato che daranno, quindi, luogo a pensioni più alte.

La pensione che spetterà (ed il tasso di sostituzione che vedremo applicato caso per caso), quindi dipende da tutti questi fattori. E se con il sistema retributivo si sapeva per certo che con 40 anni di contributi il tasso di sostituzione sarebbe stato dell’80%, con l’introduzione del sistema contributivo le cose sono profondamente cambiate.

Quello che è certo è che permanendo al lavoro più anni possibili si andrà ad aumentare l’importo della propria pensione (alzando, quindi, anche il tasso di sostituzione), con la pensione di vecchiaia sicuramente il tasso di sostituzione sarà il più alto ottenibile per quel soggetto, andare in pensione prima richiede un costo da parte del lavoratore.

Avendo cura di tenere sempre in considerazione quanto fin qui detto, poi, è scelta personale se accedere alla pensione anticipata o continuare a lavorare fino ai 67 anni, poichè la vera convenienza di un anticipo pensionistico non va ricercata solo nel fattore economico.

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