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Pensione e Naspi: attenzione alla risoluzione consensuale, solo in alcuni casi è valida

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Pensione Quota 100 e Naspi

Attenzione a che tipologia di risoluzione consensuale si sottoscrive poichè si potrebbe perdere il diritto non solo alla Naspi ma anche alla pensione quota 41.

Per avere diritto alla pensione con la quota 41 o con l’APE sociale è richiesto che il lavoratore rientri in un determinato profilo di tutela. Per accedervi da disoccupati è necessario aver fruito dell’intera Naspi spettante, ma non solo. Rispondiamo alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno,
sono un ex dipendente pubblicato  della sanità che da circa  1 anno lavora in una ditta privata.
Purtroppo la scelta non si è rilevata azzeccata…ma essendo  un precoce ho appena raggiungimento i 41 anni di contributi se mi licenziassi consensualmente posso usufruire della quota 41? dopo il periodo di NASPI (6mesi?)
Grazie

Attenzione alla risoluzione consensuale

Anche se nella normativa della pensione quota 41 è prevista la risoluzione consensuale per accedere come disoccupati alla misura, è da fare attenzione alla casistica particolare.

La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, infatti, prevede un accordo tra lavoratore e datore di lavoro. Un accordo, quindi, che presuppone la volontà del dipendente di recedere dal contratto. E questo, di fatto, esclude dalla possibilità di poter fruire della Naspi che, ricordiamo, spetta solo nel caso che la perdita del lavoro sia involontaria.

La risoluzione consensuale che si cita nella quota 41 (e anche nella Ape sociale), invece, è testualmente “risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604” e si tratta di altra cosa. Questa tipologia di risoluzione consensuale è quella che si sottoscrive davanti all’Ispettorato del Lavoro laddove si sia verificato un licenziamento. E’ una sorta di accordo con il quale di lavoratore accetta le condizioni del licenziamento e afferma di non impugnarlo successivamente. Ma deriva, quindi, sempre da un licenziamento.

E’ cosa diversa, appunto, da una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. E proprio per questo motivo è sempre bene fare attenzione poichè in caso di risoluzione consensuale non solo non si ha diritto alla Naspi ma si perde anche il diritto alla quota 41. Per avere diritto alla pensione per lavoratori precoci è sempre necessario che sia il datore di lavoro a concludere il rapporto tramite licenziamento (e da questo si può arrivare a firmare un risoluzione consensuale davanti all’ispettorato del lavoro). Una dimissione consensuale le precluderebbe il diritto di essere considerato un “disoccupato involontario”.

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