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Pensione e contributi versati nella finestra di attesa: aumentano l’assegno?

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Pensione Quota 100

I contributi versati nella finestra di attesa della quota 100 sono utili al calcolo della pensione.

Alcune misure previdenziali prevedono una finestra di attesa per il diritto al trattamento previdenziale ed è decisione del lavoratore lavorare o meno durante questa attesa. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci chiede:

Avrei la necessità di un Vs cortese riscontro alla seguente situazione personale.

Sono dipendente di una società  privata e a ottobre  2021 maturero’ i requisiti necessari per il pensionamento con quota 100 avendo 38 anni di contributi e 62 anni di età.
Ho già letto una Vs risposta sulla possibilità di seguitare o meno di lavorare durante  la finestra di attesa dei 3 mesi, ma era riferita a un pensionamento anticipato  con 42 anni e 10 mesi di contributi.
Quello che mi interessa sapere è se anche per  quota 100 valgono le stesse considerazioni fatte sulla possibilità di seguitare a lavorare nei 3 mesi di attesa e percepire uno stipendio in attesa dell’erogazione della pensione.
Qualora ciò fosse possibile, il mio datore di lavoro dovrebbe comunque versare i contributi che sarebbero ininfluenti ai fini della pensione?
Resto in attesa di una Vs risposta porgendo distinti saluti.

Contributi finestra di attesa

A prevedere la finestra di attesa sono diverse misure: la pensione anticipata e la quota 41 prevedono un’attesa di 3 mesi per tutti, la quota 100 prevede finestra di attesa di 6 mesi per i dipendenti pubblici e di 3 mesi per quelli del settore privato, l’opzione donna prevede una finestra di attesa di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le autonome.

Lavorare o meno durante la finestra di attesa, per qualsiasi tipologia di pensione, è una libera scelta del lavoratore, che avendo raggiunto il requisito contributivo di accesso può anche decidere di smettere l’attività e restare, per tutto il periodo della finestra, senza stipendio e senza pensione.

Per chi decide di lavorare nel periodo di attesa, va specificato, l’obbligo di versamento permane. Ma non è vero che i contributi versati sono ininfluenti ai fine della pensione. E’ pur vero che la quota 100 richiede 38 anni di contributi versati ma se il lavoratore accedere con più contributi la pensione è calcolata sui contributi effettivamente versati.

Di fatto, quindi, se lei, pur avendo accumulato 38 anni di contributi al momento dell’inizio della finestra di attesa, continua a lavorare versando contributi per altri 3 mesi, accederà alla pensione con 38 anni e 3 mesi di contributi e su questi sarà calcolato l’importo della pensione spettante.

 

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