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Pensione e contributi: si calcola l’assunzione con effetto giuridico o economico?

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La decorrenza giuridica dell’assunzione non da diritto a contribuzione utile ai fini previdenziali poichè non c’è retribuzione.

Quando la decorrenza giuridica dell’assunzione non coincide con quella economica cosa cambia e quali sono gli effetti sulla pensione? La distinzione tra le due decorrenze è molto importante per non incorrere in errori di valutazione.

Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci chiede:

Sono una docente pensionanda che ha scelto il cumulo dei periodi di lavoro.
Il 30 dicembre del 1992 sono stata Assunta, mediante concorso alle Poste, dopo dieci anni a scuola come docente.
La domanda che mi preme fare è la seguente: Il calcolo del periodo lavorato alle Poste deve essere inteso nella natura giuridica o economica? Perché fra i due differenti aspetti si possono perdere o guadagnare quasi due mesi.:
-assunzione effetto giuridico 1/11/1992;
-assunzione effetto economico 30/12/1992.
L’impiegato dell’Inps calcola il periodo di lavoro in Posta a partire dall’effetto economico, a me invece sembra lo si debba calcolare da quello giuridico.

Pensione, decorrenza giuridica o economica?

La decorrenza giuridica di assunzione ha effetti sull’anzianità di servizio e sugli eventuali scatti di anzianità cui si avrà diritto. La sua assunzione, infatti, è partita dal 1 novembre ma la sua retribuzione è iniziata, a tutti gli effetti, con la presa di servizio il 30 dicembre.

La pensione, però, si calcola sui contributi versati e non sull’effettiva data di assunzione ed i contributi vengono versati dal datore di lavoro solo in presenza di una retribuzione. Pertanto ai fini previdenziali conta l’assunzione con effetto economico poiché per il periodo precedente lei era già una dipendente di Poste Italiane, ma non prestava servizio e, quindi, non maturava retribuzione e contribuzione.

E un po’ come, quando in costanza di servizio si sceglie di prendere un’aspettativa non retribuita: dal punto di vista previdenziale quel periodo non ha valenza. Perché, a meno che non si tratti di un periodo coperto da contribuzione figurativa (come può essere, ad esempio l’astensione obbligatoria per maternità o il congedo straordinario retribuito, per i quali se nota spetta un’indennità e, di conseguenza anche contribuzione figurativa), i periodi per i quali non si presta effettivo servizio non sono coperti da contributi e, di fatto, non sono validi ai fini della pensione.

Da notare, tra l’altro, che dalla decorrenza giuridica di un’assunzione alla decorrenza economica, il dipendente, non essendo retribuito, può anche decidere di svolgere altra attività lavorativa.

Ha ragione, quindi, l’impiegato dell’INPS a considerare il periodo di lavoro dalla sua decorrenza economica.

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